giovedì 22 gennaio 2015

Terza Domenica del Tempo Ordinario Anno B

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1, 14 - 20)

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva:" Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo".
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: " Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini". E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.



Il “Vangelo”, buona notizia!
Se un aborigeno australiano o un indio della foresta amazzonica piombasse all’improvviso in una camera d’albergo e vedesse un qualsiasi telegiornale, probabilmente crederebbe di essere prossimo alla fine del mondo. Abituati alla pioggia di delitti, guerre, crisi economiche o semplicemente scontri e insulti “politici” o “sportivi”, non ci rendiamo più conto di quanto le immagini e le sottolineature del male – in tutte le sue forme – producano effetti nella nostra società.

Marco, l’evangelista, oggi ci ricorda che Gesù è venuto per un motivo troppo importante: riempire il mondo di gioia. La traduzione italiana forse non è così incisiva, ma alle orecchie degli Ebrei la frase suonava più o meno così: (un uomo che di nome fa) “Dio Salva” ci sta venendo incontro (sta girando la Galilea) per regalarci la gioia più grande (vangelo = annuncio di gioia) perché Dio salva oggi, adesso, qui (il tempo è compiuto!).

Che notizia meravigliosa! Siamo “salvati”, cioè nulla ci può più distruggere, offendere, impaurire. Dio garantisce un mondo (“regno”) in cui sarà il “Signore”, in cui ci sarà soltanto vita, pace, gioia! Non ci credete? Venite e vedrete miracoli, i segni di questa nuova realtà!

È forse il paradiso, l’aldilà? Sicuramente sì, ma Gesù è convinto che in questo mondo si può costruirne l’anteprima. Per questo esorta chiunque a convertirsi, cioè a realizzare per gli altri le cose buone che chiunque vorrebbe per sé. Per questo non esita a chiamare Simone, Andrea, Giacomo, Giovanni… pescatori d’ora in poi di uomini, cioè seguaci che imparino l’amore, linguaggio universale che trasforma lo scontro in incontro, le crisi in opportunità, le fatiche in felicità.