sabato 30 luglio 2016

XVIII DOMENICA C TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».


Questo sì che vale

Il messaggio della Parola di Dio di quest'oggi sembra estremamente lontano dai canoni della nostra società. Ritroviamo le parole di Gesù, capovolte nel significato, in molte campagne pubblicitarie: «Riposati, mangia, bevi, divertiti!» o «Più hai, meglio stai!». Che dire poi della vanità, stigmatizzata dal Qoèlet, in un contesto che vende prima di tutto l’apparenza, e solo successivamente la sostanza; che si preoccupa delle cose materiali, e solo successivamente dei rapporti umani e del percorso interiore; che è orientato alla vita terrena, e rimuove il pensiero dell’aldilà, ritenendo veritiero solo ciò che si vede, si tocca, è noto alla razionalità. 
«Nella prosperità l’uomo non comprende» ricorda il Salmo 49. Nell'episodio narrato da Gesù è la morte improvvisa a far comprendere l’illusorietà dei progetti del protagonista; a volte può essere la crisi economica o familiare; a volte il confronto con la serenità e la dignità della gente di un paese povero. Dovremmo ricordarci dell'esperienza estrema di Shackleton, che cent’anni fa condusse il suo equipaggio tra i ghiacci dell’Antartide alla salvezza, dopo il naufragio della nave Endurance. Prima di ripartire a piedi, intimò di ridurre i pesi al minimo: due paia di guanti, sei di calze, due di scarponi, un sacco a pelo, pochi effetti personali. Lui stesso gettò via un portasigarette e delle monete d’oro. Aprì la Bibbia, dono della regina, e strappò la pagina con il Salmo 22 e una dal libro di Giobbe. Quindi lasciò sulla neve anche la Bibbia. Dalle esperienze delle precedenti spedizioni sapeva che le probabilità di salvezza erano maggiori per chi viaggiava leggero, piuttosto di chi si sovraccaricava. E tutti giunsero vivi alla meta. 
 
 

UN TESORO PRESSO DIO
Voglio una vita ricca, Signore.
Voglio una vita piena, intensa, colorata.
Voglio una buona misura,
pigiata, scossa e traboccante,
come hai promesso tu.

Tu mi hai messo nel cuore
questo desiderio di pienezza,
questo anelito alla serenità e alla pace,
questo gusto per le cose buone e belle.

Ma ancora tu mi metti in guardia:
quali tesori accumulo nel tempo che mi è concesso?
Di quali pensieri, sentimenti e gesti riempio la mia vita?
È la vanità o l’amore a guidare le mie scelte?

La tua Parola mi indica la strada:
non beni materiali, ma beni spirituali,
a prova di tempo, tarme, ruggine, ladri;
non cupidigia, cattiveria, immoralità,
ma temperanza, bontà, rettitudine;
non menzogna e vanità,
ma sincerità e umiltà;
non egoismo, ma condivisione.

Questi sono tesori di cui andare fieri,
la lezione che l’esperienza e la saggezza ci possono dare,
la libertà da preoccupazioni inutili ed eccessive,
con la fiducia in un Padre che ha fatto bene ogni cosa.

Questa è la ricchezza che ti piace:
l’agiatezza di una vita semplice e sobria,
la sana passione di un cuore che ama,
l’entusiasmo contagioso di chi è innamorato della vita.

Questa è la ricchezza che voglio accumulare presso di te.



Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 30/07/16 ore 13.15
Domenica 31/07/16 ore 13.15 e ore 20.45
Lunedì 01/08/16 ore 10. 30
Martedì 02/08/16 ore 17. 05
Questa settimana Pietre Vive prevederà eccezionalmente un'edizione speciale:

"San Vigilio tra storia e arte"


Esiste Dio?....

Nel ventre di una madre c'erano due bambini. Uno ha chiesto all'altro: "Ci credi tu in una vita dopo il parto?". L'altro ha risposto: "E' chiaro. Deve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui x prepararci a quello che verrà più tardi.". "Sciocchezze", ha detto il primo. "Non c'è vita dopo il parto. Che tipo di vita sarebbe questa?". Il secondo disse: "Io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse noi potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri sensi che non possiamo capire ora". Il primo replicò: "Questo è un assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca?! Ridicolo! Il cordone ombelicale ci fornisce nutrizione e tutto quello di cui abbiamo bisogno. Il cordone ombelicale è molto breve. La vita dopo il parto è fuori questione". Il secondo insisteva: "Beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diverso da quello che è qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo fisico".
Il primo contestò: "Sciocchezze, e inoltre, se c'è davvero una vita dopo il parto, allora perché nessuno è mai tornato da lì? il parto è la fine della vita e nel post-parto non c'è nient'altro che oscurità, silenzio e oblio. Lui non ci porterà da nessuna parte". "Beh, io non lo so", disse il secondo", ma sicuramente  troveremo la mamma e lei si prenderà cura di noi". Il primo rispose: "Mamma, tu credi davvero alla mamma? Questo è ridicolo. Se la mamma c'è, allora dov'è ora?" Il secondo disse: "Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo in lei. E' in lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere." Disse il primo: "Beh, io non posso vederla, quindi, è logico che lei non esiste.". A che il  secondo rispose: "A volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentire la sua voce da lassù".

Questo è il modo in cui uno scrittore ungherese ha spiegato l'esistenza di Dio