Questo sì che vale
Il messaggio
della Parola di Dio di quest'oggi sembra estremamente lontano dai canoni della
nostra società. Ritroviamo le parole di Gesù, capovolte nel significato, in
molte campagne pubblicitarie: «Riposati, mangia, bevi, divertiti!» o «Più hai,
meglio stai!». Che dire poi della vanità, stigmatizzata dal Qoèlet, in un contesto
che vende prima di tutto l’apparenza, e solo successivamente la sostanza; che
si preoccupa delle cose materiali, e solo successivamente dei rapporti umani e
del percorso interiore; che è orientato alla vita terrena, e rimuove il
pensiero dell’aldilà, ritenendo veritiero solo ciò che si vede, si tocca, è noto
alla razionalità.
«Nella prosperità l’uomo non comprende» ricorda il Salmo 49. Nell'episodio narrato da Gesù è la morte improvvisa a far
comprendere l’illusorietà dei progetti del protagonista; a volte può essere la
crisi economica o familiare; a volte il confronto con la serenità e la dignità
della gente di un paese povero. Dovremmo ricordarci dell'esperienza estrema di
Shackleton, che cent’anni fa condusse il suo equipaggio tra i ghiacci dell’Antartide
alla salvezza, dopo il naufragio della nave Endurance. Prima di ripartire a
piedi, intimò di ridurre i pesi al minimo: due paia di guanti, sei di calze,
due di scarponi, un sacco a pelo, pochi effetti personali. Lui stesso gettò via
un portasigarette e delle monete d’oro. Aprì la Bibbia, dono della regina, e
strappò la pagina con il Salmo 22 e una dal libro di Giobbe. Quindi lasciò
sulla neve anche la Bibbia. Dalle esperienze delle precedenti spedizioni sapeva
che le probabilità di salvezza erano maggiori per chi viaggiava leggero,
piuttosto di chi si sovraccaricava. E tutti giunsero vivi alla meta.