martedì 19 luglio 2016

XVII DOMENICA TEMPO ORDINARIO C

Dal Vangelo secondo Luca

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Il dono della preghiera

Non c’è nulla di più naturale e spontaneo della preghiera. Di fronte alle difficoltà e ai misteri della vita, l’uomo di ogni tempo ha riconosciuto la propria impotenza, ha guardato oltre se stesso e ha invocato un aiuto, spesso rivolgendosi al cielo. «Proviamo anche con Dio, non si sa mai» confessava candidamente la celebre canzone di Ornella Vanoni.
Le religioni rivelate hanno intuito che è Dio stesso ad aver fatto il  passo nella nostra direzione, intervenendo nella storia come liberatore, legislatore, salvatore. Per il Cristianesimo Dio ha addirittura preso corpo, manifestandosi come Figlio e vivificando la sua Chiesa come Santo Spirito.
Ma il dono più grande della paternità di Dio è la libertà per le sue creature dotate di intelligenza e volontà. Egli non si scorda degli uomini, ma attende la loro domanda, sulla spinta della fede.
Gesù pregava spesso, ma non lo imponeva ai suoi discepoli. Furono loro a essere incuriositi dal suo esempio e gli chiesero di insegnar loro la preghiera. La sua “ricetta” è di una semplicità sconvolgente: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto». Gli uomini hanno a che fare con un Padre buono che non lesinerà tutto ciò che è necessario all’umanità. In fondo nulla di più del pane quotidiano, del perdono dei peccati, della forza nella tentazione del male. Così gli uomini saranno capaci di costruire il regno dell’amore che Dio ha voluto da sempre, la condizione in cui il suo Nome è glorificato, proprio perché il suo Nome è Amore.
Dio è con noi nella vita e per la vita. Riconoscerlo è già pregarlo. Obbedire al soffio del suo Spirito è garantirsi una vita migliore ed eterna.    
SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE
Insegnaci a pregare, Signore.

Insegnaci a sospendere i dubbi e i pensieri,
a lasciar decantare le tensioni e le paure,
a sintonizzarci sul tuo canale,
nel silenzio e nell’ascolto di Te.
Insegnaci a scaldarci alla luce della tua presenza,
ad assumere il ritmo rallentato del tuo tempo infinito,    
a respirare all’unisono con il tuo Spirito.

Insegnaci a dirti e sentirti Padre,
a fermarci a contemplare la tua tenerezza,
ad accogliere il tuo abbraccio misericordioso,
a percepire la tua mano dolce e ferma
che sprona alla giustizia e alla fedeltà,
per il bene nostro e di ogni tuo figlio.

Insegnaci a chiederti ciò di cui abbiamo veramente bisogno,
sapendo accogliere certi tuoi rifiuti per noi inspiegabili,
sapendo avere fiducia nella tua visione
enormemente più ampia della nostra percezione terrena.

Insegnaci a rivolgere i nostri sforzi e la nostra attenzione
alla costruzione del Regno che tu hai in mente,
perché questo mondo sia più umano e vivibile,
più corretto, sensato e solidale.

Insegnaci a donare e perdonare,
affinché la nostra preghiera non sia il richiuderci in una torre d'avorio,
ma l’aprirci all’alterità dei nostri fratelli,
all’accoglienza della loro storia e delle loro piccolezze,
anche quando ai nostri occhi sono peccati e cattiverie,
sapendo che anche noi abbiamo molto da farci perdonare da te. 

Insegnaci a non smettere mai di cercare e di cercarti,
tu che sei sempre Nuovo e in eterno Movimento.
Ovunque ti troveremo ci permetteremo di bussare alla tua porta,
ben sapendo che per ogni tua creatura sarà sempre aperta.


Su Telepace Trento (canale 601)

Sabato        23/07/16               ore 13.15 e  ore 20.30 
Domenica    24/07/16               ore 13.15 e  ore 20.45
Lunedì        25/07/16               ore 10. 30
Martedì       26/07/16               ore 17. 05
A Montagnaga di Pinè nel nome di Maria
Paolina, prima Santa del Trentino
Don Giorgio Cavagna, nuovo parroco di Folgaria
Fiavè festeggia don Fortunato