lunedì 26 dicembre 2016

1. GENNAIO MARIA MADRE DI DIO


                             Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
 
Il brano del vangelo ci narra un episodio della vita di una famiglia ebrea, ma l’ambientazione è inusuale per una nascita. Si tratta di una famiglia emarginata socialmente. Eppure il bambino è Dio e la giovane donna l’ha concepito e partorito nella verginità. Alcuni pastori si affrettano, in risposta a un messaggio dal cielo, per riconoscerlo e glorificarlo a loro modo.
Vi è difficile considerarlo vostro Dio?
Volgete il pensiero per un attimo al fascino persistente esercitato da sua madre su uomini e donne di ogni ambiente e classe, su persone che hanno conosciuto successi o fallimenti di ogni tipo, su uomini di genio, su emarginati, su soldati angosciati e destinati a morire sul campo di battaglia, su persone che passano attraverso dure prove spirituali.
Il genio artistico si è spesso consacrato alla sua lode: pensate alla “Pietà” di Michelangelo, al gran numero di Madonne medievali e rinascimentali, alle vetrate incantevoli della cattedrale di Chartres e alla più bella di tutte le icone: la Madonna di Vladimir, che aspetta con pazienza, nel Museo Tretiakov di Mosca, giorni migliori.
Perché la Madonna ispira tanta umanità?
Forse perché è, come dicono gli ortodossi, un’icona (= immagine) di Dio?
Forse perché Dio parla per suo tramite anche se Maria resta sempre una sua creatura, sia pure una creatura unica grazie ai doni ricevuti dal Padre?
Tutto ciò è stato oggetto di discussioni, spesso accese, quando spiriti grandi cercarono di esprimere in termini umani il mistero di Dio fatto uomo.
Maria fu definita madre di Dio, “theotokos”, e ciò contribuì a calmare dispute intellettuali. Questo appellativo è particolarmente caro ai cristiani dell’Est, ai nostri fratelli del mondo ortodosso, ed è profondamente radicato nella loro teologia, ripetuto spesso nelle loro belle liturgie, specialmente nella liturgia bizantina, che è stata considerata la “più perfetta” proprio per via delle sue preghiere ufficiali dedicate al culto di Maria.
Cominciamo l’anno nel segno di questo grande mistero.
Cerchiamo allora di approfondire la nostra devozione a Maria, Madre di Dio e nostra, eliminandone, però, ogni traccia di sentimentalismo spicciolo.
Tentiamo di convincere i giovani che si tratta qui di un idealismo rispondente, certo, alle aspirazioni più profonde dello spirito umano, ma che richiede impegno e molto coraggio.
 
 Maria, madre di Dio
Voleva soltanto essere un'umile serva del Signore. Eppure in quella giovane donna Dio vide il grembo adatto in cui incarnarsi. Il Vangelo ci conferma che fu una scelta azzeccata. Accolse la vita così come si presentò, accettando nella fede ogni situazione ed evento. Fece crescere suo figlio in "sapienza, età e grazia", custodendolo nell'infanzia e lasciandolo libero dall'adolescenza. Lo accompagnò da lontano nella sua vita pubblica, ma gli fu accanto nella prova della croce. Fu più forte del lutto e del dolore, accettando il compito di essere madre della cristianità. Veramente Maria è «benedetta tra le donne» (Lc 1,42) e beata perché «ha visto le cose che molti profeti e re hanno desiderato vedere, ma non le videro» (Lc 10,24) ma soprattutto perché ha udito la parola di Dio e l'ha osservata (Lc 11,28).
Il suo segreto, come ci ricordano le letture odierne, fu proprio quello di «custodire» ogni cosa «meditandola nel suo cuore». Una credente aperta e riflessiva, consapevole che il senso della vita è continuare a generare nuova vita, allargando il cerchio dell'amore, dalla sua famiglia, alla comunità, all'umanità. Per questo possiamo invocarla come madre di Dio. Egli si specchia in questa creatura meravigliosa che ci conferma la possibilità per tutti gli esseri umani di raggiungerlo. Lei che l'ha avuto tra le braccia, cullato e protetto, allevato e difeso, per poi lasciarlo andare sulla sua strada e imparare a seguire meglio Dio proprio da lui.

MADRE INCOMPARABILE



Io so bene, o Vergine piena di grazia,
che a Nazaret tu sei vissuta poveramente,
senza chiedere nulla di più.
Né estasi, né miracoli, né altri fatti straordinari
abbellirono la tua vita, o Regina degli eletti.
Il numero degli umili, dei piccoli,
è assai grande sulla terra: essi possono
alzare gli occhi verso di te senza alcun timore.
Tu sei la madre incomparabile
che cammina con loro per la strada comune,
per guidarli al cielo.
O Madre diletta, in questo duro esilio
io voglio vivere sempre con te e seguirti ogni giorno.
Mi tuffo rapita nella tua contemplazione
e scopro gli abissi di amore del tuo cuore.
Tutti i miei timori svaniscono
sotto il tuo sguardo materno
che mi insegna a piangere e a gioire.

 
                                       (Santa Teresa di Lisieux) 
 
 
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 31/12/16 ore 13.30 e ore 20.35
Domenica 01/01/17 ore 13.30 e ore 20.35
Martedì 03/01/17 ore 17. 15

Questa settimana andrà in onda una puntata speciale di Pietre Vive con un solo titolo:
La natività nell'arte al Museo Diocesano Tridentino


PREGHIERA PER LA FINE DELL'ANNO
 
Signore, alla fine dell'anno veniamo a te e ti diciamo grazie per l'anno trascorso e diciamo  "sì" a quello che viene. Grazie per il passato, senza "se" e senza "ma"... Grazie per i tanti segni che ci dato per via, per le persone che ci vogliono bene, che ci salutano, che ci pongono domande perché si fidano di noi. Tu ci hai incontrato in tutte le esperienze e ci hai parlato. Ci hai garantito la tua bontà sopra ogni misura. Ti diciamo grazie per tutto, in questo anno.
Quante volte siamo stati assaliti dallo scetticismo e dal dubbio. A volte sono state grandi delusioni che magari sono ancora presenti; a volte sfiducia, a volte solitudine. E quante volte sono stato debitore di amore, di fiducia, di speranza.
E nonostante questo, ti rendo grazie: grazie anche per ciò che non capisco. Tu volevi incontrarmi in tutte le esperienze e in ogni occasione.
Anche quest'anno voglio affidarmi a te senza "se" e senza "ma".
Mi fido della tua grazie come ultima parola di ciò che è stato.
Tu mi hai fatto crescere nella fede, nell'amore e nella speranza.
Signore, tu hai chiamato nel tuo Regno di luce e di pace persone che erano in mezzo a noi, che erano vicine a noi. Tu ce le avevi "prestate", erano nostri amici e amiche. Tu le hai richiamate a te e noi te le abbiamo restituite, senza mormorare, anche se con il cuore pieno di tristezza. Signore, noi ti ringraziamo per tutti quelli che hai chiamato a te per sempre.
Da questa riconoscenza ti diciamo il nostro "sì" per ciò che deve venire. Tu non ritiri la tua parola che hai dato a noi per sempre. Tu non ci hai chiusi nel tuo cuore perché siamo migliori degli altri, ma semplicemente perché tu ci ami.
Tu pronunci il tu "sì" a noi anche quando tutto dice "no".
Tu cammini con noi i 365 giorni che verranno.
Nella speranza, noi ti diciamo con riconoscenza il nostro "sì".
                                                                                               Martin Thurner

BENEDIZIONE - AUGURIO
 
Dio cammini davanti a te,
e ti apra la strada.
Dio stia vicino a te
e ti ponga la mano sulla spalla.
Dio stia dietro a te,
e ti difenda da oscure potenze.
Egli stia sotto di te,
pronto ad accoglierti
nel caso tu abbia a cadere.
Egli stia accanto a te
per confortarti quando sarai triste.
Dio stia dietro a te,
come impulso di vita
e medicina nella malattia.
Egli stia attorno a te,
e ti protegga dall'angoscia.
Egli stia sopra di te
e, come sole nel tuo cielo,
ti dia energia e luce.