lunedì 31 agosto 2015

XXIII DOMENICA B TEMPO ORDINARIO

 Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».




Generare comunicazione di salvezza

I miracoli di Cristo non sono gesti spettacolari. Sono atti di bontà che manifestano la presenza del Regno di Dio tra noi, cioè la salvezza di tutto l'uomo. Così, la guarigione di un sordomuto, oltre che realtà, può essere «segno» di un intervento del Signore Gesù che ci libera il cuore.
Il sordomuto, infatti, assomiglia a noi quando siamo nel peccato. Dio ci è accanto, ci bisbiglia parole dolci. Non lo sentiamo. Abbiamo vicino le persone più acute e più buone, che desiderano aiutarci. Non prestiamo attenzione. Passiamo vicino a chi ha bisogno di un conforto, di speranza. Ma siamo soli al mondo, chiusi nel nostro egoismo.
L'egoismo è sempre disattenzione a Dio e agli altri. È chiusura in noi stessi. È affondare nella solitudine e nella disperazione.
Abbiamo bisogno di ascoltare e di parlare. Di ascoltare, innanzitutto. Per questo Dio ci ha creati con due fonti di ascolto! E una sola di comunicazione. Viviamo in una cultura intrisa di parole e vuota di senso e di passione. Talvolta, una persona che taccia e presti ascolto è una grande benedizione. Dio ci parla nella sua Chiesa. I fratelli ci dicono le loro sofferenze e le loro gioie avare.
Ascoltare e parlare, intervenendo con saggezza e pulizia, con tenerezza e vigore, con il linguaggio giusto, con il tono appropriato. Dicendo ciò che va detto. Ne nasce una incomparabile comunione con Dio che rende sorridente la vita. Ne nasce una fraternità che ha Dio come Padre e Cristo come primogenito. Per morire e risorgere con lui.





Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 05/09/15 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 06/09/15 ore 13.15 e ore 20.50
Lunedì 07/09/15 ore 10. 35
Martedì 08/09/15 ore 17.10

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ASSURDITA'
- Che cosa stai facendo?
- Nulla
- Ma non lo stavi facendo anche ieri?
- S', ma non ho finito