Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
Tentazioni da “guardare in faccia”
La determinazione di Gesù ci invita a metterci allo specchio per riconoscere le tentazioni nella vita personale e di comunità. Papa Francesco lo ha fatto parlando schiettamente alla sua Curia per i consueti auguri natalizi nel 2014. Indifferenza, rivalità, vanagloria, mormorazioni, incapacità di collaborare, carrierismo, doppiezza, facce funeree e animi burberi, «Alzheimer spirituale» di chi perde la memoria delle radici della fede: atteggiamenti molto attuali e, purtroppo, consueti che invitano a un profondo esame di coscienza ogni cristiano.
A volte sono proprio i nostri vizi più radicati a non esserci evidenti. Se vogliamo realmente affrontarli, viste le probabili sofferenze che causano a chi ci vive accanto, potremmo seguire il saggio consiglio di Pitagora: «Se non hai un amico che ti corregga, paga un nemico che ti renda questo servizio».
PIU' FORTI DEL MALE
C’è anche oggi, Signore, nella nostra vita,
il diavolo, il principe del male,
colui che ci divide da te e tra noi.
Ha in serbo subdoli tentativi
di allontanarci dal bene e dalla verità.
Conosce tanti trucchi,
il primo dei quali è convincerci della nostra integrità
o della naturalezza di certi comportamenti negativi.
Usa il basso profilo,
per lasciarci nel dubbio della sua esistenza.
E intanto gode della nostra distanza da te.
Tu, Gesù,
l’hai affrontato di petto.
Sei sceso tra le fatiche e le miserie umane,
nel luogo più impervio ed essenziale,
solo con la profondità di te stesso.
E hai smascherato i suoi tentativi
di proporti una strada allettante ma fuorviante,
una scorciatoia possibile ma inutile.
Perché il Padre si aspettava puro amore, da te.
Gli appetiti materiali, il trionfalismo e la sete di potere
ti avrebbero distratto dalla lealtà di una vita a servizio di Dio
e della sua immagine presente in ogni tuo prossimo.
I vizi dell’ipocrisia, del narcisismo, del giustizialismo,
così consueti tra le categorie sapienti che ti circondavano,
avrebbero imbrigliato il vento nuovo delle tue parole di salvezza.
Dovevi essere testimone credibile del Regno che volevi costruire.
E ce l’hai fatta, superando ogni giorno le tentazioni,
fino alla mansuetudine nell’accettazione dell’ingiusta morte,
passaggio obbligato per la risurrezione.
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 13/02/16 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 14/02/16 ore 13.15 e ore 20.45
Lunedì 15/02/16 ore 10. 35
Martedì 16/02/16 ore 17. 10
* Quaresima, tempo di conversione
* La 38a Giornata nazionale per la vita
* Il presepe trentino da San Pietro a Betlemme
* Al Cedas di Trento, l'arte del Liceo Vittoria
Aiutaci, Signore, a essere vigili e forti di fronte
al maligno.
Insegnaci a riconoscere i suoi suggerimenti,
anche quando sono giustificati o normali per il mondo,
per rendere culto solo a te e vivere secondo le parole della tua bocca.
La strada che hai percorso tu, verso la vita infinita e imperitura.
La Quaresima si apre con il racconto delle tentazioni di Gesù. Poste alla soglia del suo ministero pubblico, esse sono in qualche modo l’anticipazione delle numerose contraddizioni che Gesù dovrà subire nel suo itinerario, fino all’ultima violenza della morte. In esse è rivelata l’autenticità dell’umanità di Cristo, che, in completa solidarietà con l’uomo, subisce tutte le tentazioni tramite le quali il Nemico cerca di distoglierlo dalla sua completa sottomissione al Padre. “Cristo tentato dal demonio! Ma in Cristo sei tu che sei tentato” (sant’Agostino).
In esse viene anticipata la vittoria finale di Cristo nella risurrezione. Cristo inaugura un cammino - che è l’itinerario di ogni essere umano - dove nessuno potrà impedire che il disegno di Dio si manifesti per tutti gli uomini: la sua volontà di riscattarlo, cioè di recuperare per l’uomo la sovranità della sua vita in un libero riconoscimento della sua dipendenza da Dio.
È nell’obbedienza a Dio che risiede la libertà dell’uomo. L’abbandono nelle mani del Padre - “Io vivo per il Padre” - è la fonte dell’unica e vera libertà, che consiste nel rifiutare di venire trattati in modo diverso da quello che siamo. Il potere di Dio la rende possibile.
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
Tentazioni da “guardare in faccia”
Le tentazioni sono alternative a Dio.
Il Dio a cui è giusto “prostrarsi”, come fece Mosè, riconoscente per una
liberazione impossibile agli uomini. Gli Ebrei non furono fedeli alle loro promesse.
Si distrassero tante volte da Dio, a partire dal famoso vitello d’oro.
Probabilmente, Dio si aspettava altro
da Gesù. Ma le sue scelte non erano scontate. La sua vita poteva essere
ordinaria, allineata con il suo mondo, o semplicemente ondivaga, incerta.
Invece, le sue risposte alle proposte del tentatore sono nette: Dio è il suo
nutrimento, la sua forza, il destinatario della sua adorazione. Tutto ciò che
allontana da Lui è da scartare: possesso, prestigio, potere, nel racconto di
Luca; ma l’elenco continuerebbe se scorressimo le sue scelte radicali nel
Vangelo: egoismo, ingiustizia, incoerenza, rigidezza, odio...La determinazione di Gesù ci invita a metterci allo specchio per riconoscere le tentazioni nella vita personale e di comunità. Papa Francesco lo ha fatto parlando schiettamente alla sua Curia per i consueti auguri natalizi nel 2014. Indifferenza, rivalità, vanagloria, mormorazioni, incapacità di collaborare, carrierismo, doppiezza, facce funeree e animi burberi, «Alzheimer spirituale» di chi perde la memoria delle radici della fede: atteggiamenti molto attuali e, purtroppo, consueti che invitano a un profondo esame di coscienza ogni cristiano.
A volte sono proprio i nostri vizi più radicati a non esserci evidenti. Se vogliamo realmente affrontarli, viste le probabili sofferenze che causano a chi ci vive accanto, potremmo seguire il saggio consiglio di Pitagora: «Se non hai un amico che ti corregga, paga un nemico che ti renda questo servizio».
PIU' FORTI DEL MALE
C’è anche oggi, Signore, nella nostra vita,
il diavolo, il principe del male,
colui che ci divide da te e tra noi.
Ha in serbo subdoli tentativi
di allontanarci dal bene e dalla verità.
Conosce tanti trucchi,
il primo dei quali è convincerci della nostra integrità
o della naturalezza di certi comportamenti negativi.
Usa il basso profilo,
per lasciarci nel dubbio della sua esistenza.
E intanto gode della nostra distanza da te.
Tu, Gesù,
l’hai affrontato di petto.
Sei sceso tra le fatiche e le miserie umane,
nel luogo più impervio ed essenziale,
solo con la profondità di te stesso.
E hai smascherato i suoi tentativi
di proporti una strada allettante ma fuorviante,
una scorciatoia possibile ma inutile.
Perché il Padre si aspettava puro amore, da te.
Gli appetiti materiali, il trionfalismo e la sete di potere
ti avrebbero distratto dalla lealtà di una vita a servizio di Dio
e della sua immagine presente in ogni tuo prossimo.
I vizi dell’ipocrisia, del narcisismo, del giustizialismo,
così consueti tra le categorie sapienti che ti circondavano,
avrebbero imbrigliato il vento nuovo delle tue parole di salvezza.
Dovevi essere testimone credibile del Regno che volevi costruire.
E ce l’hai fatta, superando ogni giorno le tentazioni,
fino alla mansuetudine nell’accettazione dell’ingiusta morte,
passaggio obbligato per la risurrezione.
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 13/02/16 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 14/02/16 ore 13.15 e ore 20.45
Lunedì 15/02/16 ore 10. 35
Martedì 16/02/16 ore 17. 10
* Quaresima, tempo di conversione
* La 38a Giornata nazionale per la vita
* Il presepe trentino da San Pietro a Betlemme
* Al Cedas di Trento, l'arte del Liceo Vittoria
Aiutaci, Signore, a essere vigili e forti di fronte
al maligno.
Insegnaci a riconoscere i suoi suggerimenti,
anche quando sono giustificati o normali per il mondo,
per rendere culto solo a te e vivere secondo le parole della tua bocca.
La strada che hai percorso tu, verso la vita infinita e imperitura.
La Quaresima si apre con il racconto delle tentazioni di Gesù. Poste alla soglia del suo ministero pubblico, esse sono in qualche modo l’anticipazione delle numerose contraddizioni che Gesù dovrà subire nel suo itinerario, fino all’ultima violenza della morte. In esse è rivelata l’autenticità dell’umanità di Cristo, che, in completa solidarietà con l’uomo, subisce tutte le tentazioni tramite le quali il Nemico cerca di distoglierlo dalla sua completa sottomissione al Padre. “Cristo tentato dal demonio! Ma in Cristo sei tu che sei tentato” (sant’Agostino).
In esse viene anticipata la vittoria finale di Cristo nella risurrezione. Cristo inaugura un cammino - che è l’itinerario di ogni essere umano - dove nessuno potrà impedire che il disegno di Dio si manifesti per tutti gli uomini: la sua volontà di riscattarlo, cioè di recuperare per l’uomo la sovranità della sua vita in un libero riconoscimento della sua dipendenza da Dio.
È nell’obbedienza a Dio che risiede la libertà dell’uomo. L’abbandono nelle mani del Padre - “Io vivo per il Padre” - è la fonte dell’unica e vera libertà, che consiste nel rifiutare di venire trattati in modo diverso da quello che siamo. Il potere di Dio la rende possibile.