Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Fortezza e vulnerabilità
• La Parola di Dio annunciata in modo vero, come fa Cristo, inchioda gli ascoltatori e li obbliga a una scelta. Ieri ed oggi ancora. Ma ci sarà sempre chi andrà a spulciare sulla vita passata, chi avrà da contestare perché si sente provocato e scottato. Così gli ascoltatori di Gesù si bloccano davanti alla sua famiglia fin troppo conosciuta, troppo normale per credere che in lui operi Dio. Egli è il figlio di Giuseppe il falegname, e sua madre è Maria, un'umilissima donna di Nazaret, nota solo per la sua bontà. Da qui a riconoscerlo come il Salvatore promesso ne deve passare di acqua sotto i ponti!
Non tutti però chiudono gli occhi davanti alla luce di Gesù: i poveri, i malati, gli emarginati, i semplici di cuore lo capiscono, lo seguono e credono in lui. Non l'aveva forse detto anche il profeta Isaia nel passo che Gesù ha letto? «Ai poveri, ai malati, agli umili è annunciato il Regno di Dio». La fede nasce quando guardiamo Gesù con gli occhi del cuore e lo riconosciamo come l'inviato di Dio, nostro Padre.
• Quando San Paolo scrisse la seconda Lettera ai Corinzi, le difficoltà tra lui e la sua comunità stavano appianandosi. Lo avevano accusato di debolezza e di cedimento; Paolo si mostra forte in Cristo. Gli avevano rimproverato di essere ambizioso; rivela qual è la sua vera ambizione. Paolo aveva tutte le ragioni per farsi valere: dai titoli più brillanti dell'ebraismo fino alle grandiose esperienze mistiche, del tutto eccezionali. Più d'un motivo lo frenava. Ma di fronte alle difficoltà sperimentate su di sé valeva la semplice risposta di Dio: «Ti basta la mia grazia». Egli è uno strumento tra le mani di Dio. Dietro fragilità, debolezze e limiti, deve trionfare la forza di Cristo. Anche in noi.
TRA AMICI
Un uomo racconta all'amico:
- Mentre passavo sotto un balcone mi è caduta
una radio in testa!
- Poverino! Chissà che male ti sei fatto.
- Ma no... Per fortuna trasmetteva musica leggera!
Diventare interruttori di relazioni umane.
Ogni uomo è unico, voluto e amato da Dio.
Questa frase – una delle frasi fondamentali della nostra fede – è facile da scrivere ma non altrettanto da vivere. Troppe cose parlano contro: bambini nati ciechi, sordi, o paralizzati; vittime di incidenti, ammalati cronici, portatori di handicap; chi ha più possibilità e chi non ne ha avuto mai…
Noi non possiamo togliere il male dal mondo. Ma possiamo affiancaci a chi soffre, possiamo batterci per la dignità di chi non ne ha.
Eliminare pregiudizi, incontrare ammalati o portatori di handicap a misura umana, protestare quando vengono fatte ingiustizie - diventare cabina di comando dove la solidarietà e l’amore vengono vissuti.
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 04/07/15 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 05/07/15 ore 13.15 e ore 20.50
Lunedì 06/07/15 ore 10. 35
Martedì 07/07/15 ore 17.10
San Vigilio tra tradizione ed attualità
Un cammino sacerdotale lungo 50 anni
Castel Condino in ricordo di don Domenico Tarolli
Mezzolombardo: l'ordinazione diaconale di Fra Francesco
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Fortezza e vulnerabilità
• La Parola di Dio annunciata in modo vero, come fa Cristo, inchioda gli ascoltatori e li obbliga a una scelta. Ieri ed oggi ancora. Ma ci sarà sempre chi andrà a spulciare sulla vita passata, chi avrà da contestare perché si sente provocato e scottato. Così gli ascoltatori di Gesù si bloccano davanti alla sua famiglia fin troppo conosciuta, troppo normale per credere che in lui operi Dio. Egli è il figlio di Giuseppe il falegname, e sua madre è Maria, un'umilissima donna di Nazaret, nota solo per la sua bontà. Da qui a riconoscerlo come il Salvatore promesso ne deve passare di acqua sotto i ponti!
Non tutti però chiudono gli occhi davanti alla luce di Gesù: i poveri, i malati, gli emarginati, i semplici di cuore lo capiscono, lo seguono e credono in lui. Non l'aveva forse detto anche il profeta Isaia nel passo che Gesù ha letto? «Ai poveri, ai malati, agli umili è annunciato il Regno di Dio». La fede nasce quando guardiamo Gesù con gli occhi del cuore e lo riconosciamo come l'inviato di Dio, nostro Padre.
• Quando San Paolo scrisse la seconda Lettera ai Corinzi, le difficoltà tra lui e la sua comunità stavano appianandosi. Lo avevano accusato di debolezza e di cedimento; Paolo si mostra forte in Cristo. Gli avevano rimproverato di essere ambizioso; rivela qual è la sua vera ambizione. Paolo aveva tutte le ragioni per farsi valere: dai titoli più brillanti dell'ebraismo fino alle grandiose esperienze mistiche, del tutto eccezionali. Più d'un motivo lo frenava. Ma di fronte alle difficoltà sperimentate su di sé valeva la semplice risposta di Dio: «Ti basta la mia grazia». Egli è uno strumento tra le mani di Dio. Dietro fragilità, debolezze e limiti, deve trionfare la forza di Cristo. Anche in noi.
TRA AMICI
Un uomo racconta all'amico:
- Mentre passavo sotto un balcone mi è caduta
una radio in testa!
- Poverino! Chissà che male ti sei fatto.
- Ma no... Per fortuna trasmetteva musica leggera!
Diventare interruttori di relazioni umane.
Ogni uomo è unico, voluto e amato da Dio.
Questa frase – una delle frasi fondamentali della nostra fede – è facile da scrivere ma non altrettanto da vivere. Troppe cose parlano contro: bambini nati ciechi, sordi, o paralizzati; vittime di incidenti, ammalati cronici, portatori di handicap; chi ha più possibilità e chi non ne ha avuto mai…
Noi non possiamo togliere il male dal mondo. Ma possiamo affiancaci a chi soffre, possiamo batterci per la dignità di chi non ne ha.
Eliminare pregiudizi, incontrare ammalati o portatori di handicap a misura umana, protestare quando vengono fatte ingiustizie - diventare cabina di comando dove la solidarietà e l’amore vengono vissuti.
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 04/07/15 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 05/07/15 ore 13.15 e ore 20.50
Lunedì 06/07/15 ore 10. 35
Martedì 07/07/15 ore 17.10
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Mezzolombardo: l'ordinazione diaconale di Fra Francesco