martedì 2 giugno 2015

SS. CORPO E SANGUE DEL SIGNORE

Dal Vangelo secondo Marco
Il primo giorno degli azzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Eucaristia, relazione intima
Una comunità cristiana si presenta da come celebra l’Eucaristia. Il fascino per la Chiesa passa attraverso il fascino per l’Eucaristia. La simpatia per le persone passa, la passione per l’attività viene superata… l’Eucaristia rimane come viatico per il cammino della vita.
Il cristianesimo è tutto fondato sul corpo che Cristo ha assunto. In sintesi è la religione della Parola incarnata.
Il cristianesimo ha al centro un corpo che nasce, cresce, comunica, si riproduce, si dilata, soffre, si ammala, guarisce, muore. Tutte le varie fasi del mio corpo hanno una «parola» alla quale rimandano. Questa parola è espressa dai sacramenti.
Anche l’Eucaristia ha una parola da dire sul mio corpo. Il nostro corpo non è la vita, ma ha la vita: la mantiene e la sostiene con il cibo. Il cibarsi – dopo il respiro – è necessità prima. L’uomo è ciò che mangia. Vive e assimila ciò che mette dentro, ma è pure assimilato dal suo cibo. Il cibarsi dell’uomo è sempre collegato con qualche relazione: l’anoressia o la bulimia non sono forse segno di una relazione patologica con il cibo e con le persone?
Con l’Eucaristia entro in relazione intima con Gesù.
Nell’Eucaristia Gesù mi assimila a sé, mi conforma a sé!
Per questo, essendo vero Figlio di Dio, ha voluto lasciarci un ricordo unico e meraviglioso di sé: la presenza della sostanza del suo Corpo e Sangue, dati sulla croce per amore nostro, per salvarci dal peccato e dalla morte definitiva. Un dono inestimabile.
Pertanto la Messa è per il cristiano un momento di grandissima gioia e di ringraziamento a Gesù per quanto ha fatto per ciascuno di noi.


TELEPACE: su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 06/06/15 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 07/06/15 ore 13.15 e ore 20.50
Lunedì 08/06/15 ore 10. 30

Maria, Luce di Speranza e Carità
Pellegrini in cammino verso Pietralba
Studenti e fedeli in preghiera e comunione fraterna
Un incontro con don Ivan Maffeis