sabato 17 ottobre 2015

TRENTESIMA DOMENICA B DEL TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù


Comunicare vita
Il vangelo di Marco si propone di rispondere a due fondamentali domande: chi è Gesù e chi è il discepolo. Egli ha cura di presentare sempre i discepoli accanto a Gesù, ma purtroppo gli apostoli spesso e volentieri non capiscono le parole del Maestro ed è proprio Marco l’evangelista che più di tutti lo sottolinea, impostando in un certo modo la trama narrativa del suo vangelo.
L’episodio del cieco Bartimeo è presente in tutti e tre i sinottici, ma con significative differenze. Marco fa risaltare l’atteggiamento di fede del protagonista nel Messia Gesù. È totale fiducia in Lui e autentica disponibilità a seguirlo. Bartimeo la mostra dopo che Gesù, senza alcun gesto né alcuna parola, gli ha ridato la vista.
Per ben due volte si sottolinea che il cieco «grida» verso Gesù; e Marco sottolinea intenzionalmente che Gesù lo chiama. Bartimeo udita la voce del Maestro, con la finezza sensoriale del cieco, si precipita verso l’unico che si è preoccupato di lui, abbandonando tutto, e alla domanda del Nazareno risponde: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù, a sua volta: «Va’, la tua fede ti ha salvato». Il mendicante ora ci vede, ma soprattutto ha trovato il senso della sua vita nella sequela di Gesù.
Alcune conseguenze: come cristiani, parrocchia e comunità, dobbiamo saper ascoltare le invocazioni che arrivano dal di fuori del nostro ambito e avere come Gesù il dono dell'immediatezza che scavalca tutte le barriere e prevenzioni, per provocare l'incontro con l'uomo bisognoso a faccia a faccia. Gesù domanda. La necessità del cieco è evidente, ma ciò gli permette di cogliere desideri e aspirazioni. Ed esprimere la disponibilità umile di Gesù. Tutto ciò lo possiamo fare anche per noi!


MENDICANTE DI LUCE

Tu che ti senti cieco,
abbandonato lungo la via della vita
mendicante di luce;

tu che senti
che sta per passare Cristo

lungo la tua via
per entrare nella tua vita,
incomincia a gridare,
grida forte,
grida la tua cecità.

Grida
anche se altri vogliono farti tacere.
Grida
fino a che lui, il Signore, la Luce,
ti chiami.


quando ti chiama
non startene seduto,
alzati,
getta via il tuo mantello,
il mantello delle tue falsità,
dei tuoi nascondimenti,
delle tue paure,
del tuo peccato.

Di' a Colui che è la luce:
«Signore, che io veda!».

                                                                                                                                  

ATTENTI AL CANE
Un signore va a trovare un amico che lo mette in Guardia:
- Attento al cane quando apri il cancello.
- Perché? E' pericoloso?
- No, scappa!


Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 24/10/15 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 25/10/15 ore 13.15 e ore 20.40 
Lunedì 26/10/15 ore 10. 40
Martedì 27/10/15 ore 17.10

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