Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Per sempre nel vangelo…
La scena evangelica si svolge presso il Tempio nel cortile delle donne. Tutto attorno al muro erano collocati dei recipienti, forse tredici, a forma di imbuto rovesciato (la strozzatura in alto, larghi in basso, a causa dei furfanti...), detti anche «trombe».
La donna mette due delle monete più piccole in circolazione. Una cosa irrisoria. Pochi centesimi. Il motivo di generosità viene indicato da Gesù: gli altri hanno dato prendendo dal loro superfluo. La vedova, invece, ha preso «dalla sua privazione»; dallo stretto necessario.
Ieri come oggi.
Una casa di accoglienza per bambini di strada brasiliani riceveva puntualmente e miracolosamente un'offerta che copriva le spese dell'anno. Quei soldi erano un mistero, l’unica traccia era il timbro postale: un paesino della Spagna. Poi un giorno una lettera: «Carissimo Padre, ho scoperto solo adesso che mia nonna Maria, morta un mese fa, dopo tante sofferenze, teneva molto al vostro lavoro e inviava ogni anno una ingente somma per i suoi bambini: erano il frutto della pensione sua e del marito. A lei, diceva, non servivano». Questo è amore vero!
In fatto di generosità, sembra dirci Gesù, non è il caso di risparmiare per prudenza. Questa donna ha superato l'anonimato dei secoli! Vale anche per oggi. Si noti come i recipienti fossero chiamati «trombe», non solo per la forma. Forse perché l'elemosina di tanti ha bisogno delle trombe, di un'adeguata pubblicità. Questa donna, invece, non voleva far rumore. Ha sussurrato con un senso di vergogna la sua cifra da niente. Il sacerdote deve aver sorriso di compatimento. Ma qualcuno ha registrato il gesto insignificante e lei è entrata per sempre nel vangelo, nel libro dei piccoli, degli sconosciuti, degli innominati…
DAL MEDICO
Un uomo va dal medico:
- Dottore, sto ancora male!
- Ma ha seguito i miei consigli?
Un bicchiere di latte prima di dormire e al mattino un bagno caldo.
- Certo. Il latte sì... Ma il bagno caldo non riesco a berlo tutto!...
Invito a leggere sul link "PENSIERI", alcune considerazioni di Fratel Carlo Carretto sulla Chiesa...
In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Per sempre nel vangelo…
La scena evangelica si svolge presso il Tempio nel cortile delle donne. Tutto attorno al muro erano collocati dei recipienti, forse tredici, a forma di imbuto rovesciato (la strozzatura in alto, larghi in basso, a causa dei furfanti...), detti anche «trombe».
La donna mette due delle monete più piccole in circolazione. Una cosa irrisoria. Pochi centesimi. Il motivo di generosità viene indicato da Gesù: gli altri hanno dato prendendo dal loro superfluo. La vedova, invece, ha preso «dalla sua privazione»; dallo stretto necessario.
Ieri come oggi.
Una casa di accoglienza per bambini di strada brasiliani riceveva puntualmente e miracolosamente un'offerta che copriva le spese dell'anno. Quei soldi erano un mistero, l’unica traccia era il timbro postale: un paesino della Spagna. Poi un giorno una lettera: «Carissimo Padre, ho scoperto solo adesso che mia nonna Maria, morta un mese fa, dopo tante sofferenze, teneva molto al vostro lavoro e inviava ogni anno una ingente somma per i suoi bambini: erano il frutto della pensione sua e del marito. A lei, diceva, non servivano». Questo è amore vero!
In fatto di generosità, sembra dirci Gesù, non è il caso di risparmiare per prudenza. Questa donna ha superato l'anonimato dei secoli! Vale anche per oggi. Si noti come i recipienti fossero chiamati «trombe», non solo per la forma. Forse perché l'elemosina di tanti ha bisogno delle trombe, di un'adeguata pubblicità. Questa donna, invece, non voleva far rumore. Ha sussurrato con un senso di vergogna la sua cifra da niente. Il sacerdote deve aver sorriso di compatimento. Ma qualcuno ha registrato il gesto insignificante e lei è entrata per sempre nel vangelo, nel libro dei piccoli, degli sconosciuti, degli innominati…
Un uomo va dal medico:
- Dottore, sto ancora male!
- Ma ha seguito i miei consigli?
Un bicchiere di latte prima di dormire e al mattino un bagno caldo.
- Certo. Il latte sì... Ma il bagno caldo non riesco a berlo tutto!...
Invito a leggere sul link "PENSIERI", alcune considerazioni di Fratel Carlo Carretto sulla Chiesa...