Dal Vangelo secondo Giovanni
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Gesù, vera luce
L’incontro con la luce è una delle esperienze primarie dell’uomo.
«È venuto alla luce», si dice, pensando al momento in cui ciascuno di noi ha iniziato a respirare autonomamente ed è stato dichiarato giuridicamente persona. La luce permette di vedere, di conoscere, di agire. La luce risveglia, nutre, esalta. La luce guarisce, come terapia oggi tornata di moda, ma vecchia come l’umanità.
La luce si alterna alle tenebre, consentendoci di apprezzarla o di rimpiangerla. Forse per questo l’antica lingua indoeuropea, il sanscrito, definiva la divinità come colei che emana luce.
In molte culture l’origine del cosmo è pensata in connessione con la luce: la prima alba della cultura egizia, con l’uscita del sole dalle acque primordiali; l'esplosione di miriadi di luci e armonie dal suono della divinità creatrice nell’induismo; la Parola generatrice di Yahvé nella Bibbia: «“Sia la Luce!”. E la luce fu» (Genesi 1,3).
Per San Giovanni, Dio è Luce (1 Giovanni 1,8). E Cristo è il Verbo, la Parola che l’ha resa presente, e ancora oggi può illuminare l’umanità, svelandole l’amore del Padre e rendendola sua figlia (Giovanni 1,1-5. 9-12).
Agli uomini spetta la scelta di accogliere o meno questo dono: vivere come se nulla fosse cambiato con la sua venuta; non ascoltare la sua voce amorevole che conduce alla pace; accontentarsi di luci artefatte e caduche. Oppure seguire i discepoli della luce vera, quel Gesù che ci invita a vedere, da figli, la luce in noi.
E ci esorta a non nasconderla sotto il moggio, ma ad essere luce per il mondo intero (Mt 5,14-16).
IL FIGLIO LO HA RIVELATO
Dove sei, o Dio?
Lo sai che non ti vedo.
Come miliardi di persone
che sono passate dalla faccia della terra,
cercandoti, intuendoti, implorandoti,
anch’io ho pensato di rassegnarmi al Mistero.
La tua presenza non è una certezza,
la tua vicinanza è l’esperienza di alcuni,
la tua ispirazione la speranza di molti,
col dubbio di averla confusa con quella
di un diabolico impostore.
Eppure sei evocato nei tempi di necessità,
lodato e ringraziato nelle vittorie,
trascurato – ahimé - nell’abbondanza.
Gli uomini hanno immaginato il tuo volto,
definendone contorni variegati e imprecisi.
Poi è arrivato Gesù di Nazareth,
con la pretesa di venire dal tuo mondo,
di conoscerti intimamente,
di essere riconosciuto come tuo Figlio.
Noi cristiani crediamo
che Egli abbia tolto il velo
che ti nascondeva,
permettendoci di sentirti Padre.
Per questo non potremmo rinunciare alla nostra fede:
avremmo perso la lieta notizia del tuo Amore,
capace di condividere gioie e sofferenze con noi,
di condurre al bene ogni azione compiuta,
di rendere eterna la vita che ci è stata donata.
QUESTA SETTIMANA NELLA RUBRICA “PIETRE VIVE”
Venerdì 01/01/16 ore
20.30
Sabato 02/01/16 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 03/01/16 ore 13.15 e ore 21.00
Lunedì 04/01/16 ore 10. 35
"Un anno con Pietre Vive"
In occasione di un anno che termina e di un altro che inizia...
"Non ti auguro un dono qualsiasi.
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma il tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti: tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio. Ti auguro tempo per contare le stelle e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare
non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare. Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita."
Sabato 02/01/16 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 03/01/16 ore 13.15 e ore 21.00
Lunedì 04/01/16 ore 10. 35
"Un anno con Pietre Vive"
"Non ti auguro un dono qualsiasi.
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma il tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti: tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio. Ti auguro tempo per contare le stelle e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare
non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare. Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita."