lunedì 4 gennaio 2016

BATTESIMO DI GESU'

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».



Il battesimo di Gesù e il nostro
 
La memoria del battesimo di Gesù, che la liturgia ci propone ogni anno, è un’occasione per farci ripensare al nostro Battesimo e al valore di questo Sacramento fondamentale nella dottrina cristiana.
Battezzare significa «immergere» nell’acqua. Come ci ricorda il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica «chi viene battezzato è immerso nella morte di Cristo e risorge con lui come “nuova creatura” (2 Cor 5,17)». Nel Vangelo di Matteo si ricorda che è Gesù stesso ad affidare agli Apostoli questa missione: «Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 19,19).
Il Battesimo è un dono, una «grazia». I suoi effetti sono spirituali: rimette i peccati, a partire da quello originale; fa partecipare alla vita divina, elargendo virtù e doni dello Spirito Santo; ci incorpora a Cristo e alla sua Chiesa, facendoci partecipare al suo sacerdozio, come strumenti sacri per la salvezza dell’umanità.
Questi effetti, come tutte le cose spirituali, presuppongono la fede: sta a noi aprire la porta alla Grazia, non solo durante il momento del Sacramento, ma per tutta la vita. Per questo il ricordo del nostro Battesimo può essere proficuo: ci rende consapevoli dell’opportunità ricevuta e ci invita a sfruttarla, con fiducia e responsabilità.
Ci invita anche, in un periodo in cui i Battesimi sono sempre meno numerosi, a testimoniare l'importanza del sacramento. Cristo è morto per la salvezza di tutti, ma chiunque desidera il meglio per i propri figli e ha scelto il cammino cristiano, è felice di chiedere per loro questo segno sacro (= Sacramento), invocando la Grazia di Dio nella loro vita. 





L’ho conosciuto tanto tempo fa,nel giorno del mio Battesimo.
Poi, più avanti, me l’hai confermato:
lo Spirito era invocato su di me
dal vescovo durante la mia Cresima.

Il Santo Spirito mi circonda e mi avvolge, come l’aria.
È silenzioso e non invadente: una brezza leggera,
curiosa e creativa, a cui però raramente do credito e retta.
Eppure sarebbe il perfetto consolatore,
il dolcissimo sollievo, la luce beata, il datore dei doni.

Eppure sarebbe il Paraclito, l’assistente ideale
per accompagnarmi tra le traversie e le difficoltà della vita.

Il tuo Spirito, Signore, forse ha un difetto:
è sfuggente, incontenibile, originale.
Il tuo Spirito è sempre più avanti,
va oltre le mie convinzioni,
mi spinge a varcare i confini dell’ignoto.
Il tuo Spirito, a volte, mi fa paura: temo mi chieda troppo,
così mi guardo bene dall’ascoltarlo e persino dall' invocarlo

E pensare che potrebbe ripetere anche a me le parole del Padre:
«Tu sei mio figlio amato: in te ho posto il mio compiacimento».
«Per te ho pronte virtù e premio, morte santa, gioia eterna».
 Sì, te lo prometto.
Oggi mi metterò in ascolto della sua voce di Cielo.
Mi lascerò scaldare, sorprendere e amare.
Solo così saprò accettare sul serio la mia vita
e andare, dove tu vorrai, 
a seminare i suoi doni, costruendo il domani. 
 
 


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