Dal Vangelo secondo Luca
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teofilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nazareth, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Un lieto annuncio
LA CURA DELLE COSE DI DIO
Ti chiedo perdono, Signore,
perché non ho messo la necessaria cura
nelle "tue" cosa e nel mio rapporto con te.
All'inizio del suo Vangelo,
che merita un racconto ordinato,
fedeltà ai testimoni oculari,
ricerche accurate su ogni circostanza,
perché la tua permanenza sulla terra
ha qualcosa di unico e irrinunciabile,
così incarnato dentro la divinità di Dio.
a vivisezionare una partita di calcio
o una puntata di un reality show
di quanto facciamo con la tua Parola.
Dobbiamo imparare a difendere
e diffondere la tua voce,
flebile nella sua sommessità,
potente nella sua integrità.
Dobbiamo imparare
a rinnovare il nostro incontro con te,
occasione e forza potente
per rinverdire una vita degna di questo nome.
per poter portare ai fratelli
lo stile e il gusto che erano tuoi:
un amore nutrito dall’Amore.
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 23/01/16 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 24/01/16 ore 13.15 e ore 20.45
Lunedì 25/01/16 ore 10. 35
Martedì 26/01/16 ore 17. 10
Il nome di Dio è Misericordia"
La 102esima Giornata mondiale per i migranti e rifugiati
Assieme per la preghiera ecumenica itinerante
Arte, poesia e spiritualità alla Biblioteca Civica di Trento
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teofilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nazareth, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Un lieto annuncio
Com’è consolante la Parola di Dio della liturgia odierna. Un’iniezione di speranza nelle vite dei credenti, in particolare per i deboli e i sofferenti.
Nel Vangelo, Gesù, pieno di Spirito Santo, porta parole e azioni di liberazione per chi è povero, prigioniero, cieco, oppresso. Il tempo dell’attesa è finito: da oggi il desiderio diventa realtà. Dio non si è scordato di chi è in difficoltà. Lui è Amore e Gioia, come ricorda il libro di Neemia, e la sua Grazia, attraverso Gesù, raggiunge gli uomini.
Questo annuncio vale ancora nel nostro tempo. Non mancano neppure oggi i poveri, in senso materiale o spirituale; non mancano gli oppressi, per via di ingiustizie o di quotidiani pesi della vita. Gesù ci ripete che c’è una strada per alleviare le sofferenze e per far rifiorire la speranza: far crescere fede e amore.
San Paolo usa una metafora efficace: la comunità dei credenti è come un corpo composto di molte membra. Tutti sono utili e importanti; tutti hanno un dono speciale che possono condividere con gli altri, a reciproco vantaggio; tutti dovrebbero sentirsi una parte dell’unità, prendendosi cura delle parti in quel momento più deboli.
Una ricetta così semplice da dire, quanto difficile da realizzare. Facciamoci un esame di coscienza: noi aggiungiamo o togliamo pesi dalle spalle degli altri? Accogliamo chi è nella disgrazia o ci nascondiamo per tenerlo distante nella nostra vita?
Ricordiamoci che questa è la strada della salvezza, sancita dalla divina Grazia. In Dio è proprio così: un cerchio d’amore tra Padre, Figlio e Spirito, che vuole contagiare anche noi. Il frutto sarà la gioia, presente ed eterna. Sta a noi lasciarci coinvolgere.
Nel Vangelo, Gesù, pieno di Spirito Santo, porta parole e azioni di liberazione per chi è povero, prigioniero, cieco, oppresso. Il tempo dell’attesa è finito: da oggi il desiderio diventa realtà. Dio non si è scordato di chi è in difficoltà. Lui è Amore e Gioia, come ricorda il libro di Neemia, e la sua Grazia, attraverso Gesù, raggiunge gli uomini.
Questo annuncio vale ancora nel nostro tempo. Non mancano neppure oggi i poveri, in senso materiale o spirituale; non mancano gli oppressi, per via di ingiustizie o di quotidiani pesi della vita. Gesù ci ripete che c’è una strada per alleviare le sofferenze e per far rifiorire la speranza: far crescere fede e amore.
San Paolo usa una metafora efficace: la comunità dei credenti è come un corpo composto di molte membra. Tutti sono utili e importanti; tutti hanno un dono speciale che possono condividere con gli altri, a reciproco vantaggio; tutti dovrebbero sentirsi una parte dell’unità, prendendosi cura delle parti in quel momento più deboli.
Una ricetta così semplice da dire, quanto difficile da realizzare. Facciamoci un esame di coscienza: noi aggiungiamo o togliamo pesi dalle spalle degli altri? Accogliamo chi è nella disgrazia o ci nascondiamo per tenerlo distante nella nostra vita?
Ricordiamoci che questa è la strada della salvezza, sancita dalla divina Grazia. In Dio è proprio così: un cerchio d’amore tra Padre, Figlio e Spirito, che vuole contagiare anche noi. Il frutto sarà la gioia, presente ed eterna. Sta a noi lasciarci coinvolgere.
LA CURA DELLE COSE DI DIO
Ti chiedo perdono, Signore,
perché non ho messo la necessaria cura
nelle "tue" cosa e nel mio rapporto con te.
All'inizio del suo Vangelo,
Luca ci ricorda
la centralità della tua Storia,che merita un racconto ordinato,
fedeltà ai testimoni oculari,
ricerche accurate su ogni circostanza,
perché la tua permanenza sulla terra
ha qualcosa di unico e irrinunciabile,
così incarnato dentro la divinità di Dio.
Vorremmo avere questa dedizione alle cose
sacre,
mentre siamo più abituati a vivisezionare una partita di calcio
o una puntata di un reality show
di quanto facciamo con la tua Parola.
Dobbiamo imparare a imperniare la nostra
vita
sull’orizzonte religioso che la sostiene.
Dobbiamo imparare a difendere
e diffondere la tua voce,
flebile nella sua sommessità,
potente nella sua integrità.
Dobbiamo imparare
a rinnovare il nostro incontro con te,
occasione e forza potente
per rinverdire una vita degna di questo nome.
Il tempo dedicato a te non è mai
sciupato,
ma semmai investito, per poter portare ai fratelli
lo stile e il gusto che erano tuoi:
un amore nutrito dall’Amore.
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 23/01/16 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 24/01/16 ore 13.15 e ore 20.45
Lunedì 25/01/16 ore 10. 35
Martedì 26/01/16 ore 17. 10
Il nome di Dio è Misericordia"
La 102esima Giornata mondiale per i migranti e rifugiati
Assieme per la preghiera ecumenica itinerante
Arte, poesia e spiritualità alla Biblioteca Civica di Trento