lunedì 20 aprile 2015

QUARTA DOMENICA DI PASQUA B


 Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».



Il custode delle pecore

Arrivai a una sorgente dove tre pastori facevano bere le loro greggi. Le loro pecore si erano mescolate. Quando finirono di bere, il primo pastore prese in mano il bastone e gridò: Men-ah!, che vuol dire: Seguitemi. Dopo fecero la stessa cosa il secondo e il terzo. Quando si sentiva il suono Men-ah, reagivano solo le pecore di colui che aveva pronunciato tale parola. Le altre non lo seguivano. Chiesi all'ultimo dei pastori se le pecore mi avrebbero seguito. Scosse il capo, ma aggiunse: “Provi”. Mi misi addosso il suo mantello, il turbante sulla testa, presi in mano il suo bastone e gridai: Men-ah! Le pecore mi guardarono come sorprese, ma nessuna si mosse. “Una pecora non segue mai un estraneo?”, domandai. “Solo una pecora malata seguirà qualsiasi voce”, fu la risposta (A. Koch). 
Gesù ancora una volta si dimostra molto abile a prendere le situazioni osservate in natura per esprimere le idee religiose; forse anche perché in esse cè la pienezza della vita concreta. Lui è il pastore che tiene a ogni pecora, la chiama per nome, la conduce al pascolo camminando davanti a essa per proteggerla, e dedica a lei tutta la propria vita.
Cè chi vuole solo sfruttare le pecore, senza remore di perderle o di farle soffrire. In fondo è un brigante, anche quando è travestito da brava persona. Ci rendiamo conto che questo atteggiamento non è così raro, anche quando si parla di uomini. Eppure i discepoli di Gesù dovrebbero apprendere dal loro buon pastore, custodendo e difendendo ogni essere umano, qualsiasi provenienza, colore di pelle o idea possa avere. Solo così potranno essere una porta che conduce ogni “prossimo” allabbondanza della vita. 



GESU', IL DIVIN PASTORE

Ti ho chiamato per nome fin dal principio.
Tu sei mio e io sono tuo.
Tu sei il mio Amato, in te mi sono compiaciuto.
Ti ho modellato nelle profondità della terra
e ti ho formato nel grembo di tua madre.
Ti ho scolpito nei palmi delle mie mani
e ti ho nascosto all’ombra del mio abbraccio.
Ti guardo con infinita tenerezza
e ho cura di te
con una sollecitudine più profonda
che quella di una madre per il suo bambino.
Ho contato ogni capello del tuo capo
e ti ho guidato a ogni passo.
Ovunque tu vada, io vengo con te,
e ovunque tu riposi, io veglio su te.
Ti darò del cibo che soddisferà ogni tua fame
e bevande che estingueranno ogni tua sete.
Non nasconderò il mio viso da te.
Tu sai che io sono tuo
come io so che tu sei mio.
Abbi fiducia.
Non avere paura.
Niente mai ci separerà.

(Henry J.M. Nouwen)



QUESTA SETTIMANA NELLA RUBRICA “PIETRE VIVE”

 Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato        25/04/15              ore 13.15 e  ore 20.30
Domenica   26/04/15              ore 13.15 e  ore 20.50
Lunedì        27/04/15              ore 10. 35
Martedì      28/04/15              ore 17.10

* Seminariadi del Triveneto, lo sport che unisce
* Cles: trent'anni di accoglienza al convento S. Antonio
* Bolzano-Bressanone: in preghiera per le nuove vocazioni
* "Un giorno con Maria" alla parrocchia di S. Antonio di Trento