Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
Tutto possiamo uniti a Gesù Risorto
Il
segreto di fondo è uno: rimanere uniti a Gesù come il tralcio è unito alla
vite. Non si vede Gesù, non lo si tocca, non se ne ode la voce come l’udirono i
suoi contemporanei in Palestina. Eppure, se ci si esercita a rapidi ma
frequenti rientri nel cuore, se si dà spessore d’interiorità alla vita, al
pensare, sentire, agire, i giorni «lievitano» di Vangelo e si porta «molto
frutto» anche se tutto è ordinario.
E' il quotidiano che cambia volto, se non ti stanchi di credere che Gesù – come
dice S. Paolo – «abita per la fede nel tuo cuore». C'è chi fraintende la
spiritualità del cristiano riducendola a una malintesa esaltazione del
fallimento e del distacco dalla realtà. Per paura di coltivare l’orgoglio,
coltivano l’avvilimento. No! La gioia è nel portare «molto frutto» a motivo
della linfa segreta che ci viene dallo stare unitissimi a Gesù in un fiducioso
respirare e realizzare, insieme a Lui, ciò che piace al Padre, ciò che lo
glorifica. Qui c’è spazio solo per l’umile amore. Posso portare molto frutto
curando la professionalità o migliorando il mestiere, grazie ad ogni studio e
lavoro; «crescerò» nel mistero del mio poter dare amore a chi soffre, anche
quando io stesso sto soffrendo per malattia o altro. La gioia è in questa
certezza: vivere con Gesù. E nel suo vangelo porterò molto frutto.
PENSANDO AI CAMPI DELLA MIA TERRA
E' bello il tuo Vangelo, Signore Gesù,
ha il profumo dei campi
biondeggianti di grano
e delle viti ubertose quando
qual mucche muggenti
per le poppe ripiene,
offrono grappoli profumati
di mosto imminente.
È bello il tuo Vangelo,
ma tra viti traboccanti di frutti
e campi ripieni di grano,
ci sono anch’io, Signore.
Io, tralcio senza frutto;
io, spiga senza grano.
Ho mani vuote che stringono foglie
ho cuore secco, senza più amore.
Ma anche nel buio (del nulla)
una stella risplende
e sussurra con forza.
«Tu, Maria,
tralcio più volte potato
per darci il frutto più pieno.
Tu terra che doni
il grano del Pane di vita.
Tu, Madre, intercedi
e aiutami a far crescere
anche in me, rinsecchito
come inutile tralcio
i frutti che il Padre si attende». Amen.
Giuseppe Sacino
PIERINO
Pierino al compagno di banco:
- A diciott' anni avrò diritto di voto,
e allora mi darò sempre la sufficienza!
QUESTA
SETTIMANA NELLA RUBRICA “PIETRE VIVE”
(canale 601)
Sabato 02/05/15 ore 13.15 e ore 20.30Domenica 03/05/15 ore 13.15 e ore 20.50
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Martedì 05/05/15 ore 17.10
* La vocazione come luce di Bellezza
* Nella parrocchia di Sant'Antonio "Un giorno con Maria"
* I 100 anni della parrocchia di Marco di Rovereto
* L'arte e la devozione del Santuario di Montagnaga di Pinè