lunedì 4 maggio 2015

 SESTA DOMENICA DOPO PASQUA   Anno B
                          
 Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».


Un amore che raggiunge tutti

 Un grande predicatore nordamericano, nel corso di un'omelia, fece questa osservazione: «Quando vedo tante automobili fuori della nostra chiesa, mi chiedo dove mai siano i poveri della nostra parrocchia. Ma quando è il momento di guardare nel sacchetto dell'elemosina, mi domando dove mai siano i ricchi»... Senza entrare nello specifico dell'affermazione, in consonanza con il Vangelo di questa domenica è possibile tirare questa conclusione: non riempiamoci la bocca di poesia sull'amore cristiano, se trascuriamo di riempire la bocca di coloro che hanno fame in quel preciso istante. In gioco è l'amore vicendevole!
È questa una terra santa e minata nello stesso tempo! Tutti possiamo snocciolare una fila interminabile di nomi che hanno vissuto in pieno l'insegnamento di Gesù. Eppure all'appello ne mancano ancora troppi!
Gesù, nel vangelo, è chiaro: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi». Solo una Chiesa che sia veramente comunione d’amore può diventare un esempio di terra salvata in Dio.
Un vecchio saggio stava seduto accanto al fuoco, con i suoi discepoli. Era una fredda notte d'inverno. Nella stanza calda e accogliente tutti erano sereni quando il saggio rabbrividì. Gli chiesero preoccupati i discepoli: «Maestro, che hai? Non è sufficiente il calore di questo fuoco?». Rispose il saggio: «Sì, il fuoco e il caldo qui dentro sono sufficienti; ma c'è un povero fuori che ha freddo e mi fa tremare!».
I discepoli uscirono, trovarono un uomo intirizzito dal freddo e lo presero amorevolmente con loro. I poveri, o meglio persone che attendono il nostro amore, non mancano neppure accanto a noi.
  
 
 
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In ricordo di Michele Nicolini
 
 
 
EQUIVOCO
Mario - dice la moglie al marito -
qui fuori c'è un  signore che sta raccogliendo
le offerte per la piscina cittadina.
Cosa posso dargli?
E il marito:
Dagli dodici bottiglie d'acqua!