martedì 12 maggio 2015

SOLENNITA' DELL'ASCENSIONE

SOLENNITA' DELL'ASCENSIONE

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.


 
Le mie e le tue mani

Quello che celebriamo oggi è il mistero che unisce cielo e terra! Infatti l’Ascensione di Gesù al Padre ci rivela la meta finale che ci attende, ciò a cui siamo chiamati anche noi: è il nostro destino finale.
In un certo senso, oggi siamo anche noi con il naso all’insù come gli apostoli che «stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava»!
Stiamo con il naso all’insù perché la celebrazione dell’Ascensione ha molto da dire soprattutto a noi che viviamo in un’epoca in cui non si sa più da dove si viene e dove si va.
La nostra appare spesso come una generazione senza radici e senza futuro. Molti hanno l’impressione di venire dal nulla e di tornare nel nulla. Tutto questo genera paure, insicurezze, tensioni... come se l’intera storia stesse andando allo sbando. Gesù però ci rassicura.
Qui nasce il compito e il dovere della Chiesa. Essa, formata dall'insieme dei discepoli del Signore, ha il dovere di annunciare il Vangelo a tutti gli uomini. Non per aumentare il suo potere e prestigio, ma perché l'amore di Dio proclamato e vissuto da Gesù nella sua morte e risurrezione non può non essere conosciuto da tutti, proprio perché l'amore per sua natura si espande su coloro che vuole beneficare.
Finita la guerra, in una cittadina tedesca dei soldati americani hanno il compito di ricostruire la chiesa. Qui un soldato trova fra i calcinacci la testa di un Gesù crocifisso di una bellezza insolita. Con pazienza riescono a ricomporlo. Ma mancano le mani di Gesù. All'inaugurazione anche il crocifisso, pur senza le mani, riprende il suo posto sull'altare. Un soldato colloca ai piedi del Cristo un cartello con queste parole: «Ora io ho soltanto le tue mani». Sì, le

mie, le tue…


Su Telepace Trento (canale 601)

Sabato 16/05/15 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 17/05/15 ore 13.15 e ore 20.50 
Lunedì 18/05/15 ore 10. 35
Martedì 19/05/15 ore 17.10

* Maggio nel nome di Maria
* La 17esima Rassegna Corale dell'Argentario
* Armeni, un genocidio dimenticato
* Un impegno per ridare dignità ai detenuti



IN OSPEDALE
Nella notte tra sabato e domenica, una copia ha appena avuto un bambino
e i due novelli genitori discutono fuori dalla sala parto.
Il papà vorrebbe chiamarlo Sabatino, la mamma Domenico.
Scoppia una lite e il medico interviene:
- Chiamatelo Weekend e facciamola finita!