Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Beatitudini e matrimonio cristiano
1. La povertà evangelica è libertà dalle cose e rapporto libero tra le persone. L’amore, di cui Cristo è esempio agli sposi cristiani, è gratuito, non possessivo, né tanto meno strumentalizzante.
2. La consolazione come risposta piena al nostro anelito all’amore infinito, dobbiamo attenderla soltanto da Dio. L’amore coniugale è solo «sacramento» dell’amore assoluto di Dio.
3. La mitezza, che tra i coniugi si manifesta come tenerezza, pazienza, delicatezza, introduce nei rapporti familiari la concordia trinitaria.
4. Cercare la volontà di Dio, vivendo la nostra chiamata specifica alla santità, con l’attuare in pieno quanto Dio s’aspetta dal matrimonio cristiano, secondo i rimandi di Cristo.
5. La misericordia, che in famiglia è perdono scambievole, mi fa accogliere l’altro/a, senza rifiutarlo/a per i suoi limiti o sbagli. È su questa misericordia continua, e solo su di essa, che si basa l’indissolubilità del matrimonio.
6. La purità di cuore: è il risultato del grande comandamento di Gesù. Solo amando Dio con tutto il cuore si potrà «vedere» la sua presenza nel coniuge, e vivere il duplice comandamento dell’amore.
7. I pacificatori imitano il Padre del figlio prodigo, il quale non solo perdona suo figlio, ma cerca anche di riconciliare i fratelli tra loro (Lc 15,28). Chi fa quest’opera in famiglia si dimostra «figlio di Dio».
8. La «persecuzione», come insieme di ostacoli che rendono quasi impossibile il matrimonio cristiano, è quanto sperimentano oggi tante famiglie, tante coppie. Se però queste ultime perseverano nell’impegno preso, davanti alla Chiesa e a se stessi, mostrano di essere già partecipi della vita di Dio.


In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Beatitudini e matrimonio cristiano
1. La povertà evangelica è libertà dalle cose e rapporto libero tra le persone. L’amore, di cui Cristo è esempio agli sposi cristiani, è gratuito, non possessivo, né tanto meno strumentalizzante.
2. La consolazione come risposta piena al nostro anelito all’amore infinito, dobbiamo attenderla soltanto da Dio. L’amore coniugale è solo «sacramento» dell’amore assoluto di Dio.
3. La mitezza, che tra i coniugi si manifesta come tenerezza, pazienza, delicatezza, introduce nei rapporti familiari la concordia trinitaria.
4. Cercare la volontà di Dio, vivendo la nostra chiamata specifica alla santità, con l’attuare in pieno quanto Dio s’aspetta dal matrimonio cristiano, secondo i rimandi di Cristo.
5. La misericordia, che in famiglia è perdono scambievole, mi fa accogliere l’altro/a, senza rifiutarlo/a per i suoi limiti o sbagli. È su questa misericordia continua, e solo su di essa, che si basa l’indissolubilità del matrimonio.
6. La purità di cuore: è il risultato del grande comandamento di Gesù. Solo amando Dio con tutto il cuore si potrà «vedere» la sua presenza nel coniuge, e vivere il duplice comandamento dell’amore.
7. I pacificatori imitano il Padre del figlio prodigo, il quale non solo perdona suo figlio, ma cerca anche di riconciliare i fratelli tra loro (Lc 15,28). Chi fa quest’opera in famiglia si dimostra «figlio di Dio».
8. La «persecuzione», come insieme di ostacoli che rendono quasi impossibile il matrimonio cristiano, è quanto sperimentano oggi tante famiglie, tante coppie. Se però queste ultime perseverano nell’impegno preso, davanti alla Chiesa e a se stessi, mostrano di essere già partecipi della vita di Dio.
UN DIO FEDELE
Fin dalle origini tu ci insegni, Signore,
che sei un Dio fedele,
fedele alle persone,
ad Abramo, ad Isacco, a Giacobbe,
e per questo hai fatto loro delle promesse.
Insegnaci, Signore, che la fedeltà
non è «mantenere» un impegno assunto
ma stare con la persona amata,
camminare al suo passo,
dentro alle sue difficoltà, ai suoi problemi,
restare in ascolto per scoprirne i doni, le qualità
e accoglierli, apprezzarli, gustarli, farli crescere.
Insegnaci, Signore, che la fedeltà alla persona
è essere fedeli alla sua chiamata, al suo progetto,
è stimolarla perché essa diventi se stessa;
è disponibilità ad accogliere la sua continua novità,
lasciarci «stupire» dalla sua imprevedibilità
così come Adamo ha provato stupore
di fronte alla «novità» di Eva
e l’ha accolta con gioia.
Insegnaci, Signore, che la fedeltà
non è un rimanere fermi al passato,
quasi volendo «congelare»
la situazione ideale di innamoramento,
ma è la capacità di accogliere
il cammino dell’altra persona
nei suoi momenti positivi e negativi,
sapendo scoprirvi sempre valori nuovi
per affrontare l’evolversi della vita di coppia.
Gianfranco Venturi
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 03/10/15 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 04/10/15 ore 13.15 e ore 20.50
Lunedì 05/10/15 ore 10. 35
Domenica 04/10/15 ore 13.15 e ore 20.50
Lunedì 05/10/15 ore 10. 35
Martedì 06/10/15 ore 17.10
* Veglia missionaria: una comunità chiamata all'accoglienza
* Trento: don Decarli nuovo parroco del Duomo e Santa Maria
* Volontariato diocesano in festa a Rovereto
* Trento: Santa messa inizio anno per la comunità dei seminaristi
* Veglia missionaria: una comunità chiamata all'accoglienza
* Trento: don Decarli nuovo parroco del Duomo e Santa Maria
* Volontariato diocesano in festa a Rovereto
* Trento: Santa messa inizio anno per la comunità dei seminaristi
INDOVINA
Che cosa si ottiene incrociando un picchio
e un piccione viaggiatore?
Un uccello che bussa alla porta prima di consegnare un messaggio!