martedì 1 dicembre 2015

II AVVENTO C

Dal Vangelo secondo Luca


Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisania tetrarca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».



La retta via
«Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente, in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto».
Queste frasi, attribuite al Dalai Lama, ci fanno riflettere con linguaggio più moderno sull’attualità del messaggio del Battista, o - più indietro nel tempo - sulle parole del profeta Isaia sentite oggi nella liturgia domenicale. Nella mentalità e nelle scelte concrete abbiamo bisogno di conversione, di riempire le nostre incongruenze e di raddrizzare i nostri pensieri. Quante volte, effettivamente, ci roviniamo la vita da soli, perdiamo di vista ciò che è rilevante, seguiamo la corrente che fagocita la prudenza e la saggezza?
L’esortazione a metterci sulla retta via, preparandoci per il passaggio del Signore, anche oggi pare essere flebile, lontana. Ma è la voce che ogni essere umano, orientale od occidentale, sente nel profondo del cuore. È la voce che ripete, a ogni nostro errore e orrore, “Peccato!”. I nostri sbagli portano conseguenze negative agli altri e a noi stessi. Dobbiamo prendercene cura, accettando la nostra fragilità ma lavorando per la nostra guarigione. Ascoltiamo la voce accorata della Misericordia del Padre in questo Giubileo che sta per aprirsi.
Lo Spirito Santo annunciato dal Battista è pronto ad abbassare colli e riempire burroni. Ma noi sapremo accoglierlo e lasciarci rinnovare dalla sua spinta salvatrice?     



Concedimi, Signore,
di percorrere la strada retta,
quella che tu hai immaginato per me,
prima che fossi chiamato alla vita.

La strada che scansa le tentazioni del maligno:
i burroni dell’odio,
i monti della falsità,
le colline dell’indifferenza.

La strada diritta, che conduce presto alla meta;
la strada spianata, che consola la fatica del viaggio.

Lungo la strada, Signore, aiutami ad alzare lo sguardo.
Il tragitto sarà più dolce
in compagnia di fratelli e sorelle,
perché condivideremo
attese e impressioni, disagi ed emozioni. 
Incontreremo governanti, sacerdoti e profeti,
pietre miliari a volte malferme e corrotte,
a volte solido e sicuro sostegno per il nostro cammino.

Aiutaci a fare tesoro delle voci più intense,
delle coscienze più ferme, delle guide più sagge.

Concedici la riconoscenza per ogni incontro,

anche quelli che sembrano dannosi o sbagliati,
perché tutti ci metteranno
davanti alla scelta di chi vogliamo essere,
vicino o lontano da te.





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 A volte pretendiamo talmente di diventare angeli, che dimentichiamo di essere buoni uomini.    (S. Francesco di Sales)


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