lunedì 7 dicembre 2015

III Avvento C

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.



Una scelta vera e concreta   
 
Sì, siamo tutti d’accordo sui grandi ideali: il rispetto, la pace, la giustizia, persino la fraternità. In «teoria» è facile credere nella tolleranza e nel perdono. In «pratica» l’attuazione è molto più difficile e complessa. Siamo maestri nel trovare eccezioni, distinguo, scuse.  
Ma chi soffre o ci perde ha diritto a non dover aspettare.
Per questo Giovanni ha parole ben chiare e concrete davanti a chiunque voglia impegnarsi seriamente sui sentieri di Dio. La condivisione non è l’elemosina di una piccola parte di superfluo: è provvedere immediatamente a vestire chi è nudo e a fornire cibo a chi ha fame. La giustizia non è un gioco tra le parti, dove qualcuno vince e altri perdono, ma la ricerca della verità. Solo così è più forte della corruzione. La vera forza non è il potere sui subalterni, ma la dignità e l’orgoglio del proprio ruolo, vissuto senza estorsioni e abusi.
Oggi gli esempi potrebbero continuare: politici che subordinino sempre i propri interessi al bene comune, professionisti che non approfittino delle proprie competenze per speculare sui deboli, impiegati che non allunghino i tempi delle pause caffè o si perdano in Internet nel proprio orario di lavoro, lavoratori che non abusino di giorni di permesso o di malattia, quando non fosse strettamente necessario. E fin qui sarebbe solo senso civico, giustizia ed equità.
Se poi tirassimo in ballo l’amore, basterebbe trattare chiunque come vorremmo essere trattati noi: la regola d’oro che ritroviamo in ogni religione. Ma per capirla sul serio dovremmo provare a essere nella dipendenza, nel bisogno o in pericolo. E benediremmo quel profeta burbero e radicale, perché la sua schiettezza è la nostra salvezza.     
 
 
Cosa dobbiamo fare?
Forse non te lo chiediamo così spesso, Signore
Preferiamo scegliere
in base alle nostre convinzioni,
alle opportunità che si aprono,
a ciò che suggerisce la voglia capricciosa del momento.
Salvo poi pentirci e pagare dazio,
una volta sperimentate le conseguenze delle nostre azioni.
Sarebbe stato più proficuo seguire le tue Parole,
ascoltare i tuoi suggerimenti di saggezza e di salvezza.

Perdonaci, Signore, e convertici.
Mandaci messaggeri che ci ricordino
di essere parte di un popolo, di un mondo, di un’umanità.
Non stancarti di ripetere i tuoi appelli
nel profondo della nostra coscienza,
nelle sollecitazioni dei fratelli e dei media,
negli occhi supplici dei poveri e dei deboli,
nelle richieste esplicite o implicite di chi amiamo.

Aiutaci a guardare,
al di là dei nostri interessi, il bene di tutti.
Aiutaci ad ascoltare,
al di là dei ragionamenti, le istanze del cuore.
Aiutaci a perseguire,
al di là della convenienza, la virtù della giustizia.

Aiutaci a far tesoro di ogni tuo Sacramento
che ci purifica, ci sostiene e ci rafforza,
affinché non ci colga impreparati il fuoco della verità,
e bruci l’incosistenza e l’inutilità delle nostre azioni,
un domani, facendoci sentire pauca pula, poca paglia.  


Su Telepace Trento (canale 601)

Sabato 12/12/15 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 13/12/15 ore 13.15 e ore 20.45
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Martedì 15/12/15 ore 17.10

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