mercoledì 27 aprile 2016

SESTA DOMENICA DI PASQUA C


Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

 
Il dinamismo di Dio

Le letture di oggi sono piene di movimento: l’«andare e tornare» di Cristo, il «venire e prendere dimora» del Padre e del Figlio nell’anima dei discepoli, il «lasciare» la pace e il «mandare» lo Spirito Santo, nel Vangelo; l’invio dei messaggeri degli Apostoli nel libro degli Atti e il trasporto di San Giovanni sull’alto monte per mostrargli la nuova Gerusalemme risplendente della gloria di Dio.
A partire dalle dinamiche della Trinità, nel regno di Dio nulla è statico, ripetitivo e scontato; tutto è in continua evoluzione, in incessante sviluppo, in perenne crescita nella comunione e nella benevolenza reciproca.
Anche la comprensione della realtà è in continuo movimento. Il Concilio di Gerusalemme, con la consapevolezza dell’assistenza dello Spirito Santo, snellì le norme giudaiche di fronte alle istanze dei pagani divenuti cristiani. Così come, in ogni tempo, lo stesso messaggio di Cristo venne declinato con nuovi linguaggi e strumenti pastorali, per entrare in comunicazione con le varie culture del mondo.
Non dobbiamo avere paura di lasciare allo Spirito la possibilità di «insegnarci ogni cosa», ben sapendo che abbiamo ancora tanto da imparare per essere memoria fedele del vero Cristo.
Abbiamo sempre bisogno di passare dal piano intellettuale al piano pratico, dalla fede creduta a quella vissuta, dal sapere le cose di Dio all’avere sapore delle cose di Dio. In tutta la vita sarà benedetto il nostro tentativo di fargli spazio, affinché lui possa realmente prendere dimora in noi. Così potrà lasciarci quella pace che aneliamo e che ci renderà testimoni credibili del Vangelo.   



 

 

LA MEMORIA DELLO SPIRITO

Concedici, Signore, la memoria dello Spirito.

Concedici di ricordare le tue Parole,
di saper render ragione della nostra fede,
di leggere dentro alla storia
per riconoscere i segni della tua presenza.

Concedici di comprendere i tuoi desideri,
di coniugare il Verbo in modi che incidano sul quotidiano,
di riconoscere il tuo soffio tra le pagine della vita.

Concedici di tenere sempre accanto
le intuizioni che ci hai concesso,
le esperienze che ci hanno avvicinati,
il tocco speciale che ci ha convinti a credere
o a non disperderci nelle notti dell’oblio.

Concedici il gusto di percorrere le tue vie,
il desiderio di meravigliarci e sorprenderci,
la costanza nel vegliare per essere pronti
davanti alle chiamate di cui vorrai onorarci.

Concedici la bellezza dei colori che sai assumere,
la varietà delle note che sai creare,
la novità dei tuoi sapori
che ci affascinano e ci conducono alla Verità.

Concedici ogni virtù che ti soddisfa,
ogni atteggiamento che ti incarna,
ogni forza che ti riempie e ti sfugge,
in quel mistero d’Amore
che esce da te per vivificare
l’universo,
la realtà,
noi.




Su Telepace Trento (canale 601)

Sabato 30/04/16 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 01/05/16 ore 13.15 e ore 20.45
Lunedì 02/05/16 ore 10. 35
Martedì 03/05/16 ore 17. 10

In 600 dal Trentino a Roma per il Giubileo
Dal Brennero al Trentino: storie di accoglienza nel cuore d'Europa
Rovereto: la cura della Casa Comune


Segue, su Pensieri, la quarta puntata delle Opere di misericordia corporale: Dar da bere agli assetati