martedì 19 aprile 2016

QUINTA DOMENICA DI PASQUA C

Dal Vangelo secondo Giovanni

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

 
Il segno dell’amore
Le strategie di marketing ci insegnano quanto sia importante un segno di riconoscimento per un’azienda: un marchio, uno slogan, un motivetto. Se è ben pensato, il logo è il suo biglietto da visita, il riassunto della sua immagine, della sua filosofia, di ciò che vuole trasmettere ai potenziali clienti. 
Gesù non ebbe preoccupazioni di marketing, non elaborò strategie per conquistare discepoli, non misurò l’efficacia della sua missione a partire dai risultati. Eppure fu un maestro della comunicazione, riuscendo a parlare delle cose più complesse in modo semplice, chiaro, diretto.
In che modo saranno riconosciuti i veri cristiani? Da una divisa o da un marchio indelebile sulla pelle? Dai riti ai quali hanno partecipato? Da elenchi pubblici o ben nascosti? Dalle reiterate promesse di fedeltà al proprio leader? La risposta di Gesù, collocata da Giovanni nel discorso dell’ultima Cena, è lapidaria: dall’amore vissuto gli uni per gli altri.
Lo definisce «comandamento nuovo», non per il suo contenuto, già ben presente nella Legge, ma perché è nuova la misura dell’amore: immenso, sull’esempio di Gesù, capace di dare la vita per i suoi.
Nella sua ottica dovrebbe essere questa l’unica preoccupazione delle nostre comunità: vivere nell’amore, affinché, come avveniva al tempo degli Atti degli Apostoli, i non credenti possano esclamare: «Guardate come si amano». Probabilmente abbiamo molta strada da fare per raggiungere questo ideale. Eppure il futuro del cristianesimo passa proprio di lì. E, guardandoci attorno, scopriamo che è proprio ciò che le periferie del mondo oggi ci possono insegnare.
 
SALVA L’AMORE Se un giorno mi proponessi di concedermi qualsiasi desiderio,
purché uno solo, Signore, non avrei alcun dubbio.
Nulla di materiale, perché ho già il necessario.
Nulla di spirituale, perché amo dialogare con te.
Nulla di straordinario, perché la vita quotidiana 

e di per sé densa di meravigliose occasioni. 
Chiederei al tuo Spirito che,
qualunque cosa succeda, qualunque notte debba affrontare,
ci sia Amore nella mia vita.
Non l’amore ricevuto, perché il tuo non mancherà mai
ed io non sono solo in questo mondo.
L’amore offerto agli altri. 

L’amore di chi non sa dir di no a un favore richiesto.
L’amore che non mette al primo posto le proprie esigenze,
quando c’è bisogno del suo aiuto.
L’amore che sa rinunciare a qualcosa per far crescere la vita altrui.
L’amore che sa ascoltare con attenzione il detto e il non detto,
cercando di leggere tra le righe
il significato di un sospiro o di uno sguardo che si abbassa.
L’amore che si accorge delle doti altrui, le stima e le sottolinea,
sfidando l’amato a metterle in campo, per il bene di tutti.
L’amore che non si arrende quando l’altro vuole mollare,
ma continua a credere in lui, e insiste perché esprima ciò che ha.  
L’amore che è riconoscente per ciò che ha ricevuto,
che sa inchinarsi davanti alla grandezza altrui,
anche quando il suo destino gli chiede di aiutarlo a rialzarsi.
L’amore che sa commuoversi di fronte ai pesi più insopportabili,
quando le parole non servono e la solidarietà è una lacrima in comune.
L’amore che riesce a non spegnersi neppure dopo
una critica gratuita, un torto ricevuto, una persecuzione in atto.
L’amore che prova a capire anche i limiti del proprio nemico,
le sue fatiche e il suo odio, tanto da lasciarlo scorrere via,
incapace di essere nient’altro che Amore.

Credo che il tuo Spirito sarebbe contento
di soffiare sul mio amore, come in un braciere,
perché è lo stesso tipo di Amore che vive lui.



Su Telepace Trento (canale 601)Sabato 23/04/16 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 24/04/16 ore 13.15 e ore 20.45
Lunedì 25/04/16 ore 10. 35
Martedì 26/04/16 ore 17. 10


Porta Santa, Porta del Cuore
La 53ma giornata mondiale di preghiera per le vocazioni
72 ore senza compromessi, edizione 2016
Accompagnare il malato, un cammino tra umanità e spiritualità


 Su "pensieri", leggere la terza puntata sulle Opere di Misericordia