Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Sulle orme della Trinità
Nella perenne ricerca del volto di Dio, gli uomini di ogni tempo sono stati tentati di pensarlo a propria immagine e somiglianza. Qualche recente pubblicità ironizza su Zeus & compagni, ma dobbiamo riconoscere che qualche dubbio, nonostante la rivelazione di Cristo, ce l’abbiamo pure noi. Il nostro Dio si offende se sente parlar male di lui? È tronfio della propria grandezza? È geloso della propria unicità?
Il dogma cristiano della Trinità che ricordiamo oggi ci annuncia che la sua vita intima è di famiglia, da sempre e per sempre apertura, dialogo, comunione. Se vogliamo essere seguaci di questo Dio dobbiamo eliminare ogni atteggiamento escludente verso l’altro, che lui ci ha insegnato a chiamare fratello. Dobbiamo difendere la vita, in ogni sua forma e in ogni sua fatica, per dare seguito all’amore creatore del Padre, che ha lasciato la sua custodia nelle nostre mani. Dobbiamo abbracciare i crocifissi, cioè dare dignità e sostegno a coloro che ogni giorno devono portare croci piccole o grandi, spesso senza colpe o responsabilità. Dobbiamo aprirci alle «molte cose» da imparare dallo Spirito della verità, parole che rinnovano in ogni momento la nostra fiducia, la nostra speranza, la nostra carità.
La Sapienza di Dio, poeticamente decantata dalla prima Lettura, è la semplicità e la delizia della presenza, che allieta la vita, come un bambino che gioca, che ride, che danza. Forse è il bambino che dovremmo imitare, o tornare a essere dentro, per comprendere l’Amore che vuole Dio da noi: spontaneo sbocciare della gioia che contagia ogni essere vivente, eternamente voluto da Dio per condividere la festa con lui.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Sulle orme della Trinità
Nella perenne ricerca del volto di Dio, gli uomini di ogni tempo sono stati tentati di pensarlo a propria immagine e somiglianza. Qualche recente pubblicità ironizza su Zeus & compagni, ma dobbiamo riconoscere che qualche dubbio, nonostante la rivelazione di Cristo, ce l’abbiamo pure noi. Il nostro Dio si offende se sente parlar male di lui? È tronfio della propria grandezza? È geloso della propria unicità?
Il dogma cristiano della Trinità che ricordiamo oggi ci annuncia che la sua vita intima è di famiglia, da sempre e per sempre apertura, dialogo, comunione. Se vogliamo essere seguaci di questo Dio dobbiamo eliminare ogni atteggiamento escludente verso l’altro, che lui ci ha insegnato a chiamare fratello. Dobbiamo difendere la vita, in ogni sua forma e in ogni sua fatica, per dare seguito all’amore creatore del Padre, che ha lasciato la sua custodia nelle nostre mani. Dobbiamo abbracciare i crocifissi, cioè dare dignità e sostegno a coloro che ogni giorno devono portare croci piccole o grandi, spesso senza colpe o responsabilità. Dobbiamo aprirci alle «molte cose» da imparare dallo Spirito della verità, parole che rinnovano in ogni momento la nostra fiducia, la nostra speranza, la nostra carità.
La Sapienza di Dio, poeticamente decantata dalla prima Lettura, è la semplicità e la delizia della presenza, che allieta la vita, come un bambino che gioca, che ride, che danza. Forse è il bambino che dovremmo imitare, o tornare a essere dentro, per comprendere l’Amore che vuole Dio da noi: spontaneo sbocciare della gioia che contagia ogni essere vivente, eternamente voluto da Dio per condividere la festa con lui.
DAVANTI ALLO SPLENDORE DI DIO
Mi fermo a contemplare, o Dio, il tuo Volto.
Non ha un’unica dimensione ed entità,
perché è sfaccettato nelle immagini
del Padre, del Figlio e del Santo Spirito,
ognuna con la sua incommensurabile forza,
ognuna incapace di essere completa senza l’altra.
Mi fermo a contemplare, o Dio, la tua gloria.
Mi sento infimo davanti alla tua grandezza,
eppure benedetto dalla tua multiforme sapienza,
che mi ha voluto discente e libero,
capace di conoscenza e di volontà,
di meraviglia e di gioia traboccante.
Mi fermo a contemplare, o Dio, il tuo mistero.
Così sfuggente da avere nostalgia di te,
così inarrivabile da continuare a cercarti,
così inimmaginabile da dovermi appoggiare
alle parole e alle opere di tuo Figlio
per riposare nella certezza della tua esistenza.
Mi fermo a contemplare, o Dio, il tuo dinamismo.
Non puoi stare fermo, ma operi incessantemente,
nelle dinamiche delle tue creature,
nella fantasia del tuo Spirito,
nella infinita ricchezza di ciò che è
e hai messo alla nostra portata.
Mi fermo a contemplare, o Dio, il tuo Amore,
incapace di essere senza comunicare,
senza partecipare, senza comprendere,
senza trasformarsi, senza svilupparsi.
Un amore da cui non posso che imparare,
se voglio muovermi nella tua direzione,
verso la pienezza.
Leggere su "Pensieri" la quarta opera di misericordia: Alloggiare i pellegrini
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 21/05/16 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 22/05/16 ore 13.15 e ore 20.45
Lunedì 23/05/16 ore 10. 35
Martedì 24/05/16 ore 17. 10
Le donne nella Chiesa, verso uno stile corresponsabile
Giovanni, Nicola e Devis in cammino verso la vita consacrata
L'Unità Pastorale di Santo Spirito
Festa dei popoli, edizione 2016
Festa della SS. TRINITA'
A Dio si può credere,
si può dubitare,
si può discutere su di lui,
si può litigare con lui;
lo si po' negare,
lo si può confessare;
ci si può lamentare,
lo si può cercare, pregare...
Dio lo si può ascoltare,
gli si può chiedere la sua volontà,
ci si può fidare,
lo si può difendere,
si può diffondere la sua parola,
lo si può prendere in giro,
si può sperare in lui...
Dio lo si può lodare,
ringraziare,
ci si può inginocchiare davanti a lui;
gli si possono cantare inni e canti,
portare doni,
lo si può adorare,
amare:
Questo Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo,
l'Uno in Tre,
che era in principio, oggi e sempre.
Mi fermo a contemplare, o Dio, il tuo Volto.
Non ha un’unica dimensione ed entità,
perché è sfaccettato nelle immagini
del Padre, del Figlio e del Santo Spirito,
ognuna con la sua incommensurabile forza,
ognuna incapace di essere completa senza l’altra.
Mi fermo a contemplare, o Dio, la tua gloria.
Mi sento infimo davanti alla tua grandezza,
eppure benedetto dalla tua multiforme sapienza,
che mi ha voluto discente e libero,
capace di conoscenza e di volontà,
di meraviglia e di gioia traboccante.
Mi fermo a contemplare, o Dio, il tuo mistero.
Così sfuggente da avere nostalgia di te,
così inarrivabile da continuare a cercarti,
così inimmaginabile da dovermi appoggiare
alle parole e alle opere di tuo Figlio
per riposare nella certezza della tua esistenza.
Mi fermo a contemplare, o Dio, il tuo dinamismo.
Non puoi stare fermo, ma operi incessantemente,
nelle dinamiche delle tue creature,
nella fantasia del tuo Spirito,
nella infinita ricchezza di ciò che è
e hai messo alla nostra portata.
Mi fermo a contemplare, o Dio, il tuo Amore,
incapace di essere senza comunicare,
senza partecipare, senza comprendere,
senza trasformarsi, senza svilupparsi.
Un amore da cui non posso che imparare,
se voglio muovermi nella tua direzione,
verso la pienezza.
Leggere su "Pensieri" la quarta opera di misericordia: Alloggiare i pellegrini
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 21/05/16 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 22/05/16 ore 13.15 e ore 20.45
Lunedì 23/05/16 ore 10. 35
Martedì 24/05/16 ore 17. 10
Le donne nella Chiesa, verso uno stile corresponsabile
Giovanni, Nicola e Devis in cammino verso la vita consacrata
L'Unità Pastorale di Santo Spirito
Festa dei popoli, edizione 2016
Festa della SS. TRINITA'
A Dio si può credere,
si può dubitare,
si può discutere su di lui,
si può litigare con lui;
lo si po' negare,
lo si può confessare;
ci si può lamentare,
lo si può cercare, pregare...
Dio lo si può ascoltare,
gli si può chiedere la sua volontà,
ci si può fidare,
lo si può difendere,
si può diffondere la sua parola,
lo si può prendere in giro,
si può sperare in lui...
Dio lo si può lodare,
ringraziare,
ci si può inginocchiare davanti a lui;
gli si possono cantare inni e canti,
portare doni,
lo si può adorare,
amare:
Questo Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo,
l'Uno in Tre,
che era in principio, oggi e sempre.