lunedì 31 luglio 2017

XVIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO TRASFIGURAZIONE

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».


La Trasfigurazione non era destinata agli occhi di chiunque. Solo Pietro, Giacomo e Giovanni, cioè i tre discepoli a cui Gesù aveva permesso, in precedenza, di rimanere con lui mentre ridava la vita ad una fanciulla, poterono contemplare lo splendore glorioso di Cristo. Proprio loro stavano per sapere, così, che il Figlio di Dio sarebbe risorto dai morti, proprio loro sarebbero stati scelti, più tardi, da Gesù per essere con lui al Getsemani. Per questi discepoli la luce si infiammò perché fossero tollerabili le tenebre della sofferenza e della morte. Breve fu la loro visione della gloria e appena compresa: non poteva certo essere celebrata e prolungata perché fossero installate le tende! Sono apparsi anche Elia e Mosè, che avevano incontrato Dio su una montagna, a significare il legame dei profeti e della Legge con Gesù.
La gloria e lo splendore di Gesù, visti dai discepoli, provengono dal suo essere ed esprimono chi egli è e quale sarà il suo destino. Non si trattava solo di un manto esterno di splendore! La gloria di Dio aspettava di essere giustificata e pienamente rivelata nell’uomo sofferente che era il Figlio unigenito di Dio.



È il figlio mio: ascoltatelo

 

In questo tempo estivo e vacanziero, giunge opportuna la festa della Trasfigurazione di Gesù. Abbiamo bisogno di essere presi «in disparte», magari portati «su un alto monte» dal quale allargare la prospettiva, vedere più lontano, sentirsi più vicini a Dio.

La tradizione della Chiesa ha sempre favorito i tempi di "ritiro spirituale", con lo scopo di fare gli "esercizi" dell'anima, di curare la propria interiorità, di dare spazio alla riflessione sul senso della vita, cioè alla spiritualità.

Per noi cristiani si tratta di riprendere il messaggio centrale della nostra fede, ben sintetizzato dall'espressione del Vangelo di oggi: «Questi è il Figlio mio, l'amato. In lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». Il nostro Dio si manifestò davanti ai tre apostoli testimoni nella voce di una nube luminosa. Oggi può raggiungerci in un pensiero, in uno sguardo, attraverso un'immagine suggestiva... ma continuerà a indicarci Gesù Cristo come Maestro e Signore, perché Figlio di Dio, amato e riconosciuto da Lui come vivente in eterno. E ci chiederà soltanto una cosa: ascoltarlo.
Nel linguaggio quotidiano facciamo differenza tra l'udire e il mettere in pratica ciò che sentiamo. L'ascolto che ci viene richiesto è l'accettazione profonda delle sue parole, con l'impegno conseguente di concretizzarle, nella vita quotidiana. Per questo è utile fermarsi davanti al suo volto, ammirare la sua luce, scaldarsi al sole della sua presenza, lasciarsi toccare da Lui. Come Pietro, Giacomo e Giovanni, che fecero di quel ricordo la «stella» di ogni mattino

TU SEI


Sei qui, mio Dio.
Ora ti riconosco.
Sei presente, reale e con me.
Non c'è bisogno di parola, formula o posizione.
Soltanto io, così come sono,

e tu, la pace perfetta in cui sono immerso.
Non c'è preoccupazione, né fatica o disagio.
Non c'è distrazione o affanno interiore.
Tu riempi il tempo, annulli le distanze, azzeri i miei bisogni.
Sei qui, e questo mi basta.
Tutto sembra fermo, ma mi sto muovendo con te,
come marinaio su una barca, come terrestre intorno al sole.
Sto imparando a fidarmi,
permettendoti di condurmi al mio porto.
Non c'è nulla che andrà smarrito,
ma il nuovo sarà l'unione delle gemme del vecchio,
perché la vita è "comprendere",
mettere insieme i pezzi di un puzzle inventato da Te.
Ora dobbiamo andare.
Ci aspetta un mondo dove vuoi abitare, e conti su di me.




Su Telepace Trento (canale 601

Sabato 05/08/17 ore 13.30 e ore 20.15
Domenica 06/087/17 ore 13.30 e ore 20.45
Martedì 08/08/17 ore 17. 15

Pietre Vive andrà in onda con un'edizione speciale intitolata:


Don Luca e Don Francesco, i due novelli sacerdoti


"C'è molta differenza tra esseri umani e essere umano.
Solo pochi la capiscono".     
                                                                       Ratan Tata

 
Le sette meraviglie del mondo o ....
il segreto della felicità

E' stato chiesto ad un gruppo di studenti di fare un elenco di ciò che credevano fossero le sette meraviglie del mondo della nostra epoca.

Ci sono state differenze ma ecco in grosso le cose che hanno ricevuto il maggior numero di voti:
 
1.  Le Piramidi d'Egitto.
2.  IL Taj Mahal.
3.  Il Grande Canyon.
4.  Il Canale di Panama.
5.  L'Empire State Building.
6.  La Basilica di San Pietro.
7.  La Grande Muraglia Cinese.

L'insegnante che raccoglieva i voti notò che una studentessa non aveva ancora compilato il suo foglio.

Le chiese allora se avesse delle difficoltà a fare l'elenco.

La ragazza rispose "Si, un po'. E' difficile decidere perché ce ne sono talmente tante! L'insegnante l'incoraggiò: "Dì ciò che hai notato e può darsi che potremo aiutarti".

La giovane esitò e poi disse: "Credo che le sette meraviglie del mondo sono:

1.     Vedere.
2.     Udire.
3.     Toccare.
4.     Gustare.
5.     Annusare.
6.     Ridere.
7.     Amare.

La classe restò silenziosa.

Certe cose sono talmente semplici e ovvie che noi dimentichiamo a che punto sono meravigliose!
Ricordati :
le cose più preziose non possono essere acquisite o costruite dall'uomo.