lunedì 17 ottobre 2016

XXX DOMENICA C TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».



Uno sguardo aperto alla verità

 
Il fariseo e il pubblicano della celebre parabola sono diventati due simboli dell’atteggiamento degli uomini di fronte a Dio: colui che è convinto di essere a posto, orgoglioso delle sue opere buone e pronto a giudicare e disprezzare gli altri; colui che è consapevole dei propri peccati e si sente indegno di colloquiare con Dio, se non implorare il suo perdono.
Tutti siamo peccatori. Tutti abbiamo una lunga strada da percorrere verso la santità, che inizia proprio dal sentirsi piccoli e bisognosi davanti a lui. Il tempo, i pensieri e le parole che giudicano gli altri sono sciupati per la nostra crescita, e solitamente menzogneri: nessuno infatti conosce il loro cuore, se non Dio; nessuno può sapere pressioni e motivazioni che ci portano a operare in modo iniquo. È facile che il giudizio diventi disprezzo, aggiungendo un ulteriore peccato. 
In questa giornata missionaria mondiale siamo invitati ad allargare il nostro sguardo al mondo intero. Il pensiero comune è denso di pregiudizi nei confronti dei migranti e dei nomadi, accusati spesso di illegalità e di indebita ingerenza nelle nostre tasche, già duramente provate dalla crisi economica.
Le storie e le immagini che ci arrivano dai missionari spesso invece ci parlano di condizioni di vita insostenibili in molti paesi, a causa di guerre, malattie, denutrizioni. I volti degli esseri umani più poveri, così cari a papa Francesco, ci insegnino a convertirci all’ascolto, all’accoglienza, alla condivisione, alla fraternità.
La missione della Chiesa, infatti, è quella di far conoscere il volto di Cristo attraverso la nostra testimonianza, coerente con gli insegnamenti del Vangelo. Non è didattica della fede e della teologia, né conquista o proselitismo. È, usando le parole del papa, una «fiamma condivisa che riscalda l’anima». Un’anima che non può fare a meno di un corpo sano e accudito, che è la sua unica e indispensabile casa. È quello che desidereremmo per noi, al posto loro. È quello che loro meritano da cristiani dalla vita più facile, come noi.     
 
LA MIA PREGHIERA PIÙ VERA

Purifica, Signore, la mia preghiera.
Purificala dalla presunzione di essere a posto, qualunque cosa io faccia,
solo perché prego, vado a Messa, mi dico cristiano.

Liberala dal giudizio, diretto o velato, di qualsiasi fratello,
che, pur avendo peccato, ha diritto a ogni attenuante
nasca dalla sua storia, dalla sua intenzione, dalla sua fragilità.

Purificala da ogni vanità e merito,
perché ciò che di bene ho fatto nasce dai tuoi doni 
che me ne hanno dato la possibilità.

Libera le sue motivazioni,
affinché non nasca mai soltanto dal dovere e dalle necessità,
ma cresca nella scelta libera, nella fede e nell’amore.

Purificala dall’attenzione esclusiva per me stesso,
per quelli che mi amano e per coloro con cui vado d’accordo.
Indicami i soggetti più bisognosi del mio ricordo,
compresi quelli che io considero nemici.

Liberala dalle parole moltiplicate e inutili,
dall’orgoglio di sentirsi privilegiati perché amici tuoi,
dalla paura di non ottenere ciò che stiamo chiedendo.

Purificala dalla tranquillità di un’anima
che si accontenta di bearsi alla tua presenza,
lasciando il cuore assopito e le mani inoperose.

Liberala da ogni menzogna, da ogni vanto,
di ogni giustificazione
che non mi porta alla realtà umana più pura:
“Sono peccatore anch’io. O Dio, abbi pietà di me”.


Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 22/10/16 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica 23/10/16 ore 13.15 e ore 20.45
Martedì 25/10/16 ore 17. 05

Padre Fabrizio, padre degli ultimi
La tenda della Misericordia 
Il Giubileo degli anziani
La Festa Diocesana degli adolescenti