martedì 11 ottobre 2016

XXIX DOMENICA C TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».


Cristo si definisce di fronte ad un mondo diviso in due: quello degli oppressori senza Dio e senza cuore, e quello degli oppressi senza protezione. Egli scopre un peccato: il peccato sociale, più forte che mai, antico quanto l’uomo; ed egli lo analizza in profondità nell’ingenuità di una parabola dalla quale trae un duplice insegnamento. Quello del clamore che sale verso Dio gridando l’ingiustizia irritante in una preghiera fiduciosa e senza risentimento, tenacemente serena e senza scoraggiamenti, con la sicurezza che verrà ascoltata da un giudice che diventa il Padre degli orfani e il consolatore delle vedove. D’altro canto, Gesù stesso prende posizione, rivoltandosi come una forza trasformatrice dell’uomo su questa terra deserta di ogni pietà, per mezzo della risposta personale della sua propria sofferenza, agonizzante, in un giudizio vergognoso, senza difesa e senza colpa. Neanche lui viene ascoltato, ma si abbandona ciecamente a suo Padre, dalla sua croce, che ottiene per tutti la liberazione. La sua unica forza viene dal potere di una accettazione, certa, ma profetica, denunciante. Ci chiede, dalla sua croce: quando ritornerò a voi troverò tutta questa fede, che prega nella rivolta?

L’importanza della preghiera

Le parole che oggi ci suggerisce l’evangelista Luca sono inequivocabili e perentorie: è necessario «pregare sempre senza stancarsi mai».
Il giudice della parabola narrata da Gesù non è certo un bell’esempio: centrato su se stesso, lontano da Dio e irrispettoso nei confronti di chiunque. Il suo amor proprio porta ugualmente alla giustizia per la povera vedova, che almeno non gli darà più fastidio con le sue richieste insistenti. Se un uomo di tale bassezza morale è stato capace di fare qualcosa di buono e di equo per quella donna, cosa non farà Dio per le nostre giuste istanze, se presentate con fede? Agirà prontamente, ci promette Gesù. E spesso agisce preventivamente, come scriveva Enrique Lacordaire: «Quello che so per domani è che la Provvidenza sorgerà prima del sole».
Non è certo Dio ad aver bisogno della gloria e dell’onore che gli accordiamo con la preghiera; né può essere così umano e commerciale da muoversi dopo aver conteggiato l’entità della nostra insistenza e il prezzo dei nostri sacrifici. O quantomeno non è questo l’insegnamento del Cristo, che peraltro a questi ultimi sostituiva l’importanza della misericordia (in Matteo 12,7 la citazione del profeta Osea).
Siamo noi ad aver bisogno della preghiera per nutrire la nostra fede, per entrare in noi stessi e allineare le nostre scelte al bene. Siamo noi che abbiamo bisogno di sentire Dio accanto, con la sua forza, la sua saggezza, la sua misericordia. Siamo noi a doverci ricordare che la sua amicizia non verrà mai meno, anche quando ci sentiamo soli e smarriti.
«La preghiera non è tutto, ma tutto parte dalla preghiera» amava dire Padre Andrea Gasparino. Probabilmente aveva proprio ragione.      


 IO SONO E TU SEI

Non so se vale la mia preghiera, Signore.
Guardo il tuo cielo e invoco ciò che mi è ignoto.
Mi sento grande, sicuro, altero,
ma contemporaneamente piccolo, fragile, umiliato.

Capisco di non essere abbastanza
per rendere completa questa vita,
risposta ai desideri miei e dei miei cari,
alle aspettative degli altri e del mondo.

Sgrano le parole delle formule che mi hanno insegnato
e mi trovo spiazzato, lontano
da ciò che non riesco a comprendere a fondo,
pur mettendomi alla scuola dei cristiani.

Ho il dubbio che il mio pensiero rivolto a te sia un’inutile illusione,
eppure continuo, rispondendo a un appello interiore,
di cui non so origine e portata.
E mi si schiude un mondo in cui non importa fare ma essere,
in cui non devo mantenere il controllo ma lasciarmi andare,
in cui non devo impegnarmi ma ascoltare l’amore.

Io sono e tu sei, nell’istante in cui si ferma il tempo,
pare dedicato a te e invece è dedicato a me.
Respiro la tua forza e la tua sapienza,
la tua serenità e la tua versatilità,
la gioia effervescente e contagiosa del tuo costante movimento.

Raccolgo le mie forze e ti offro la mia storia,
ben conoscendo i peccati e le incoerenze, le paure e le fragilità.
Tu mi rimandi i ricordi delle scelte migliori,
la consolazione per l’umiltà di chi accoglie i suoi limiti,
apri gli spazi per condurmi più avanti, nel cammino verso la Vita.

E mi prometti di essere vicino, dalla mia parte,
perché mi hai fatto tu così, con una dote soltanto parziale,
per un motivo che a me sarà chiaro un giorno,
anche se oggi già c’è.



Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato        15/10/16               ore 13.15 e ore 20.30
Domenica    16/10/16               ore 13.15 e ore 20.45
Martedì       18/10/16               ore 17. 05

 
In preghiera con e per i missionari
Rosmini, Endrici e De Gasperi per i 10 anni del LIA di Rovereto
"Tradurre in pratica l'Enciclica Laudato si’"
Cadine, la nuova RSA Casa Famiglia



INTENZIONI DI PREGHIERA

Vogliamo tradurre la preghiera in vita. Non rimanga nel nostro cuore l'egoismo di coloro che si sentono degli arrivati o ripetuti nei loro pregiudizi.

Rip: Ti chiediamo, Signore

- Il coraggio di accettarci e di essere noi stessi...
- Il coraggio di meditare, di cercare e di provare...
- Il coraggio di interrogarci da soli e di confrontarci con gli altri...
- Il coraggio di credere, di sperare e di amare...
- Il coraggio di decidere e di non rimandare...
- Il coraggio della schiettezza  e della verità...
- Il coraggio del presente e del futuro...