+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
L’uomo vive d’amore dal suo primo respiro fino all’ultimo. Amato, si sente protetto ed accettato. Amando, sente di appartenere e trova un senso ad offrirsi. Poiché l’amore non può restare chiuso nel suo cuore; esso pervade il quotidiano. L’amore che si porta all’uomo spinge ad impegnarsi. L’amore che si porta a Dio si manifesta nella considerazione che si ha dei suoi comandamenti. Si manifesta anche nella giustizia, nel rispetto della vita, nell’azione per la riconciliazione dei popoli e per la pace. Le conseguenze dell’amore che si porta a Dio possono prendere l’aspetto di un lavoro, perfino di una lotta.
Lavoro e lotta sembrano spesso esigere troppo dall’uomo e superare le sue forze. Egli vede le sue debolezze ed ha voglia di rinunciare, ma quando lavoro e lotta sono le conseguenze dell’amore, conferiscono all’esistenza un respiro profondo, mettono la vita in un contesto più vasto e la rendono importante tanto sulla terra quanto in cielo.
Cose apparentemente infime acquistano un significato quando sono il risultato dell’amore per Dio. Ogni buona azione, anche quella che facciamo senza pensare a Dio, è in relazione all’amore che gli portiamo.
Ogni atto di amore, anche quando sembra minimo - come quando si porge un bicchiere d’acqua a qualcuno che ha sete - assume un significato per l’eternità.
Noi ci chiediamo spesso: che cosa rimarrà del nostro mondo?
È vero che crediamo di poter vivere e risuscitare grazie all’amore di Dio, con tutto ciò che è esistito grazie a questo amore che non si è accontentato di restare sentimento: contatti, relazioni, avvenimenti, cose. Quando risusciteremo, tutto un mondo risusciterà con noi, un mondo fatto di amore responsabile. Sarà magnifico: una “terra nuova”, che abbiamo il diritto di chiamare anche un “cielo nuovo”.
C'è
sempre la tentazione, negli ambienti religiosi ed ecclesiali, di adagiarsi
nella quieta tranquillità della ricerca spirituale, della preghiera comune, della
cura delle celebrazioni. Gruppi spesso elitari, piuttosto chiusi ed
autoreferenziali, in cui ci si trova bene e talvolta ci si adagia. In apparenza
piccoli capolavori di comunità cristiane, ma vuote nel cuore. Come bomboniere
bellissime che tra-discono il proprio senso, servendo solo più come
soprammobili.
È bello
sentirsi amati e coccolati dal Signore, investiti della grazia e confermati
reciprocamente dallo spirito del gruppo. Ma questo è il punto di partenza e il
nutrimento per un cammino verso l'impegno quotidiano: amare il nostro prossimo,
colui che ci è accanto ogni giorno.
«Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama» ci ribadisce Gesù oggi. Una frase forte che ci obbliga a ripensare alle sue richieste di fedeltà, di giustizia, di semplicità, di mitezza, di accoglienza e di altruismo. Se le nostre azioni concrete non seguono i suoi passi, in coscienza non possiamo dire di amare il Signore. Ameremo un idolo, cioè il nostro volto che ci sembra di vedere in lui. Mentre è nel nostro volto che si dovrebbe vedere l'im-magine sua.
Preghiamo lo Spirito Santo di mostrarci la verità di noi stessi e di difenderci da ogni tentazione. Ci consoli negli sbagli e ci guidi verso il Cristo: «Chi ama me sarà amato dal Padre mio, e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui» (Gv 14,21).
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 20/05/17 ore 13.30 e ore 20.15
Domenica 21/05/17 ore 13.30 e ore 20.45
Martedì 23/05/17 ore 17. 15
Papa Francesco a Fatima come "Pellegrino della pace"
In riflessione sul centenario di Fatima
Una luce di evangelizzazione nella notte
Don Luis Lintner, missionario di ieri e oggi
Vivono a
Torino, nel quartiere popolare di Barriera di Milano, ma non si erano mai
visti. Leonardo, meccanico, è piuttosto sbadato. È la seconda volta che fa un
prelievo al bancomat e se ne va senza soldi. Dopo pochi secondi arriva Nicola che trova le banconote ma non
vede più nessuno. Così decide di portarle ai carabinieri. Saranno loro a
incrociare i dati con le Poste e a restituire i soldi a Leonardo. Questi vorrebbe
lasciare, come prevede la legge, almeno il 10% al concittadino onesto, ma Nicola
preferisce un semplice, ma mai così sincero, grazie. «Ho fatto il mio dovere»,
dice. «Ho pensato che al proprietario quei soldi potevano servire».
Dalla lettera a Diogneto.
L'autore è anonimo, probabilmente del 2° secolo, e scrive questa lettera a un pagano di nome Diogneto. Qui troviamo, tra l'altro, questo testo interessante su chi è il cristiano: una persona del tutto normale, che vive in questo mondo. Forse questi pensieri sono interessanti anche per noi.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
L’uomo vive d’amore dal suo primo respiro fino all’ultimo. Amato, si sente protetto ed accettato. Amando, sente di appartenere e trova un senso ad offrirsi. Poiché l’amore non può restare chiuso nel suo cuore; esso pervade il quotidiano. L’amore che si porta all’uomo spinge ad impegnarsi. L’amore che si porta a Dio si manifesta nella considerazione che si ha dei suoi comandamenti. Si manifesta anche nella giustizia, nel rispetto della vita, nell’azione per la riconciliazione dei popoli e per la pace. Le conseguenze dell’amore che si porta a Dio possono prendere l’aspetto di un lavoro, perfino di una lotta.
Lavoro e lotta sembrano spesso esigere troppo dall’uomo e superare le sue forze. Egli vede le sue debolezze ed ha voglia di rinunciare, ma quando lavoro e lotta sono le conseguenze dell’amore, conferiscono all’esistenza un respiro profondo, mettono la vita in un contesto più vasto e la rendono importante tanto sulla terra quanto in cielo.
Cose apparentemente infime acquistano un significato quando sono il risultato dell’amore per Dio. Ogni buona azione, anche quella che facciamo senza pensare a Dio, è in relazione all’amore che gli portiamo.
Ogni atto di amore, anche quando sembra minimo - come quando si porge un bicchiere d’acqua a qualcuno che ha sete - assume un significato per l’eternità.
Noi ci chiediamo spesso: che cosa rimarrà del nostro mondo?
È vero che crediamo di poter vivere e risuscitare grazie all’amore di Dio, con tutto ciò che è esistito grazie a questo amore che non si è accontentato di restare sentimento: contatti, relazioni, avvenimenti, cose. Quando risusciteremo, tutto un mondo risusciterà con noi, un mondo fatto di amore responsabile. Sarà magnifico: una “terra nuova”, che abbiamo il diritto di chiamare anche un “cielo nuovo”.
Chi mi ama mi segua
«Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama» ci ribadisce Gesù oggi. Una frase forte che ci obbliga a ripensare alle sue richieste di fedeltà, di giustizia, di semplicità, di mitezza, di accoglienza e di altruismo. Se le nostre azioni concrete non seguono i suoi passi, in coscienza non possiamo dire di amare il Signore. Ameremo un idolo, cioè il nostro volto che ci sembra di vedere in lui. Mentre è nel nostro volto che si dovrebbe vedere l'im-magine sua.
Preghiamo lo Spirito Santo di mostrarci la verità di noi stessi e di difenderci da ogni tentazione. Ci consoli negli sbagli e ci guidi verso il Cristo: «Chi ama me sarà amato dal Padre mio, e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui» (Gv 14,21).
ALLO SPIRITO SANTO
Vieni, o Spirito Santo, dentro di me,
nel mio cuore e nella mia intelligenza.
Accordami la Tua intelligenza,
perché io possa conoscere il Padre
nel meditare la parola del Vangelo.
Accordami il Tuo amore,
perché anche quest’oggi,
esortato dalla Tua parola,
ti cerchi nei fatti e nelle persone
che incontro.
Accordami la Tua sapienza,
perché io sappia rivivere e giudicare,
alla luce della Tua parola,
quello che oggi ho vissuto.
Accordami la perseveranza,
perché io con pazienza penetri
il messaggio di Dio.
(San Tommaso d’Aquino)
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 20/05/17 ore 13.30 e ore 20.15
Domenica 21/05/17 ore 13.30 e ore 20.45
Martedì 23/05/17 ore 17. 15
Papa Francesco a Fatima come "Pellegrino della pace"
In riflessione sul centenario di Fatima
Una luce di evangelizzazione nella notte
Don Luis Lintner, missionario di ieri e oggi
VANGELO VIVO
Dalla lettera a Diogneto.
L'autore è anonimo, probabilmente del 2° secolo, e scrive questa lettera a un pagano di nome Diogneto. Qui troviamo, tra l'altro, questo testo interessante su chi è il cristiano: una persona del tutto normale, che vive in questo mondo. Forse questi pensieri sono interessanti anche per noi.
I cristiani nel mondo
"I cristiani non si differenziano dagli altri uomini né per territorio, né per il modo di parlare, né per la foggia dei loro vestiti. Infatti non abitano in città particolari, non usano qualche strano linguaggio, e non adottano uno speciale modo di vivere. Questa dottrina che essi seguono non l’hanno inventata loro in seguito a riflessione e ricerca di uomini che amavano le novità, né essi si appoggiano, come certuni, su un sistema filosofico umano.
Risiedono poi in città sia greche che barbare, così come capita, e pur seguendo nel modo di vestirsi, nel modo di mangiare e nel resto della vita i costumi del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, come tutti hanno ammesso, incredibile. Abitano ognuno nella propria patria, ma come fossero stranieri; rispettano e adempiono tutti i doveri dei cittadini, e si sobbarcano tutti gli oneri come fossero stranieri; ogni regione straniera è la loro patria, eppure ogni patria per essi è terra straniera. Come tutti gli altri uomini si sposano ed hanno figli, ma non ripudiano i loro bambini. Hanno in comune la mensa, ma non il letto.
Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo. Osservano le leggi stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono al di sopra delle leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. Anche se non sono conosciuti, vengono condannati; sono condannati a morte, e da essa vengono vivificati. Sono poveri e rendono ricchi molti; sono sprovvisti di tutto, e trovano abbondanza in tutto. Vengono disprezzati e nei disprezzi trovano la loro gloria; sono colpiti nella fama e intanto viene resa testimonianza alla loro giustizia. Sono ingiuriati, e benedicono; sono trattati in modo oltraggioso, e ricambiano con l’onore. Quando fanno dei bene vengono puniti come fossero malfattori; mentre sono puniti gioiscono come se si donasse loro la vita. I Giudei muovono a loro guerra come a gente straniera, e i pagani li perseguitano; ma coloro che li odiano non sanno dire la causa del loro odio.
Insomma, per parlar chiaro, i cristiani rappresentano nel mondo ciò che l’anima è nel corpo. L’anima si trova in ogni membro del corpo; ed anche i cristiani sono sparpagliati nelle città del mondo. L’anima poi dimora nel corpo, ma non proviene da esso; ed anche i cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo. L’anima invisibile è racchiusa in un corpo che si vede; anche i cristiani li vediamo abitare nel mondo, ma la loro pietà è invisibile. La carne, anche se non ha ricevuto alcuna ingiuria, si accanisce con odio e fa’ la guerra all’anima, perché questa non le permette di godere dei piaceri sensuali; allo stesso modo anche il mondo odia i cristiani pur non avendo ricevuto nessuna ingiuria, per il solo motivo che questi sono contrari ai piaceri.
L’anima ama la carne, che però la odia, e le membra; e così pure i cristiani amano chi li odia. L’anima è rinchiusa nel corpo, ma essa sostiene il corpo; anche i cristiani sono detenuti nel mondo come in una prigione, ma sono loro a sostenere il mondo. L’anima immortale risiede in un corpo mortale; anche i cristiani sono come dei pellegrini che viaggiano tra cose corruttibili, ma attendono l’incorruttibilità celeste. L’anima, maltrattata nelle bevande e nei cibi, diventa migliore; anche i cristiani, sottoposti ai supplizi, aumentano di numero ogni giorno più. Dio li ha posti in un luogo tanto elevato, che non è loro permesso di abbandonarlo."