mercoledì 8 novembre 2017

XXXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO A

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».


Ai tempi di Gesù la sposa aspettava nella casa dei genitori l’arrivo dello sposo. Dopo il tramonto del sole, lo sposo arrivava con un corteo nuziale per portarla nella sua casa. Alcune damigelle seguivano la sposa. Diverse ragioni potevano causare il ritardo dello sposo come, per esempio, lunghi discorsi con i genitori della sposa sui doni e sulla dote. Il tirare in lungo le trattative era di buon auspicio. Ma non è lo stesso per le spose di cui si parla nel Vangelo di oggi. Qui si tratta infatti del ritorno di Cristo e tutto è riassunto nelle ultime parole: “Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”, cioè: “Siate pronte per l’arrivo di Cristo”. Così la parabola delle vergini poteva cominciare con questa frase: “Per il regno dei cieli accadrà come per le dieci vergini che uscirono, con le loro lampade, incontro allo sposo”. Agli occhi di Gesù, è saggio chi veglia, cioè chi pensa sempre, nel suo animo, al giorno del ritorno del Signore e all’ora della propria morte, chi vive ogni giorno nell’amicizia di Dio, nella grazia santificante, e chi si rialza subito se, per debolezza, cade. Allora “Vegliate”, perché nessuno, all’infuori di Dio, conosce il giorno e l’ora


Le lampade accese

 
Il Signore verrà, ne siamo certi. Un giorno si concluderà il nostro percorso terreno. Con buona probabilità, quando avremo la certezza del giorno e dell'ora, non riusciremo più a realizzare tutto ciò che avremmo voluto, a rimettere tutte le cose a posto, a rimediare a errori e omissioni.
Ecco perché l'esortazione di Gesù è preziosa: "Vegliate"! Si tratta di vigilare sulle nostre scelte, da rimettere quotidianamente in ordine di importanza e di urgenza. Si tratta di realizzare ciò per cui siamo al mondo, impegnandoci giorno dopo giorno. Si tratta di essere sempre provvisti dell'olio dell'onestà, della giustizia, dell'amore.    
Lo descriveva con linguaggio schietto ed energia contagiosa il grande pedagogista americano Leo Buscaglia.
«Se vostra moglie desidera un abito di raso rosso, comprateglielo adesso! Non aspettate di ornare di rose la sua bara. Entrate, un giorno, dove c'è lei viva, e inondatela di rose. Buttategliele addosso. Noi continuiamo a rimandare a domani, soprattutto con quelli che amiamo. Vi stancate mai di sentire qualcuno che vi dice: "Ti amo"? Vi stancate mai di sollevare la tazza del caffè e trovarci sotto un bigliettino che dice: "Sei straordinario"? Vi stancate mai di ricevere una cartolina, non per il vostro compleanno o il giorno di San Valentino, che dice: "La mia vita è molto più ricca perché ci sei tu”? Il momento per comprare quel vestito è adesso. Il momento per regalare i fiori è adesso. Il momento per fare quella telefonata è adesso. Il momento per scrivere il bigliettino è adesso. Il momento per tendere le mani e toccare è adesso. Il momento per dire "Sei importante per me" è adesso. Perdere una persona cara è un modo doloroso per imparare che l'amore si vive nel presente».


 

 

LA TUA LUCE, SIGNORE

 Voglio tenere accesa la tua Luce, Signore.
 Voglio tenere accesa la lampada della fede,
di fronte a dubbi ed evidenze contrarie,
quando tutti remano contro
 e si lasciano prendere da paure e disfattismi.
 Voglio tenere accesa la lampada della speranza,
nelle notti tristi ed insonni,
abbandonato dagli uomini e da me stesso,
trovando le radici dell’ottimismo e scommettendo sul futuro.
 Voglio tenere accesa la lampada della carità,
desiderio contagioso del bene di ciascuno,
per ribadire il diritto alla gioia di tutti
in un mondo necessita del mio contributo.
 Voglio tenere accesa la lampada della vita,
anche quando è disprezzata, offesa, storpiata,
per restituire la dignità di poterla ricevere
come un’opportunità e non come una condanna.
 Voglio tenere accesa la lampada davanti a Te,
mia ispirazione, rifugio, compagnia.
Solo la tua Luce può farmi vedere la Verità tutta intera,
può farmi trovare, riconoscere e raggiungere la mia Casa.

Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato        11/11/17               ore 13.30 e ore 20.35
Domenica    12/11/17               ore 13.30 e ore 20.35
 
La bellezza della chiesa di S. Lucia a Bezzecca
Le proposte della Settimana sociale di Cagliari
Il 150mo della consacrazione della Chiesa di Mezzocorona
La conclusione del 500mo anniversario della Riforma protestante


Cosa intendo io con la mia professione di fede?
"Credo in un solo Dio": lo si dice facilmente nella Messa insieme con l'assemblea, in cui la mia voce viene sorretta dalle molte altre voci. Ogni tanto dobbiamo chiederci: Cosa intendo io con la mia professione di fede? Quando e dove Dio si fa presente nella mia vita? E' di più che l'ultimo rifugio al quale ci si appella in extremis? C'entra Dio nelle mie decisioni importanti della vita? Mi sento in imbarazzo se mi si interroga sulla mia fede?
Chiunque si lasci coinvolgere nella fede, farà sempre l'esperienza che non è sicuro possesso.
Fede è relazione che si basa sulla fiducia. Una relazione che viene messa a dura prova dal dubbio, da delusioni, con l'abitudine può diventare vuota.