Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Dopo la testimonianza di Giovanni Battista, ecco la testimonianza di Maria, madre di Dio, che ha serbato preziosamente in cuor suo le grandi cose che il Signore aveva fatto per lei. Il concepimento verginale di Cristo, così chiaramente esposto nel vangelo di oggi (Lc 1,34-35), non è un fatto isolato, una grazia a sé.
Ma non ci è presentato nemmeno come il modo più adatto per la nascita del Messia. Ci è dato come sicurezza che il figlio, nato da Maria, “ sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio ”, perché “lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo ”.
La nascita di Gesù dalla Vergine Maria non è una verità aggiunta alla verità dell’Incarnazione; è parte integrante di questo stesso mistero. E la divina condiscendenza, per mezzo della quale viene richiesto il consenso di Maria, perché possa realizzarsi il progetto divino, è ciò che san Paolo chiama la “ rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni, ma rivelato ora... a tutte le genti perché obbediscano alla fede ” (Rm 16,25-26).
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 30/12/17 ore 13.30 e ore 20.35
Domenica 31/12/17 ore 13.30 e ore 20.35
Lunedì 01/01/2018 ore 20,10
La natività nell'arte
I lavori di restauro della sacrestia della Cattedrale
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Dopo la testimonianza di Giovanni Battista, ecco la testimonianza di Maria, madre di Dio, che ha serbato preziosamente in cuor suo le grandi cose che il Signore aveva fatto per lei. Il concepimento verginale di Cristo, così chiaramente esposto nel vangelo di oggi (Lc 1,34-35), non è un fatto isolato, una grazia a sé.
Ma non ci è presentato nemmeno come il modo più adatto per la nascita del Messia. Ci è dato come sicurezza che il figlio, nato da Maria, “ sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio ”, perché “lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo ”.
La nascita di Gesù dalla Vergine Maria non è una verità aggiunta alla verità dell’Incarnazione; è parte integrante di questo stesso mistero. E la divina condiscendenza, per mezzo della quale viene richiesto il consenso di Maria, perché possa realizzarsi il progetto divino, è ciò che san Paolo chiama la “ rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni, ma rivelato ora... a tutte le genti perché obbediscano alla fede ” (Rm 16,25-26).
Maria, donna del sì
Quest’anno la vigilia di Natale coincide con la domenica in cui la
liturgia pone l’attenzione su Maria, la madre di Gesù. Il mistero
dell’incarnazione, di Dio che si fa uomo, figlio e nostro fratello, passa
obbligatoriamente e degnamente attraverso una giovane donna, povera, semplice,
umile. Per questo c’è chi afferma che Maria è la figura centrale del mistero
natalizio.
È lei a ricevere il Figlio, a mostrarlo, a offrirlo. Il suo servizio
materno comincia dalla meraviglia dell’annuncio straordinario dell’angelo e si
estende via via che scoprirà le non facili richieste della realtà di un figlio
destinato alla redenzione del mondo.
Un figlio che nasce in una stalla, perseguitato o
ignorato dai potenti, e adorato dagli ultimi; un figlio che mette al primo
posto l’«occuparsi delle cose del Padre»; un figlio che allarga la propria
famiglia a chiunque compie la volontà di Dio; un figlio che vede morire
nell’infamia della croce, e che le lascia l’incombenza di prendersi cura
materna del discepolo che ama, e con lui di tutti i discepoli.
Maria, dal primo all’ultimo momento della sua vita terrena, è donna
del sì. Sì a Dio e a suo figlio, sì allo sposo e ai familiari, sì alla Legge e
allo Spirito, sì a ogni essere umano bisognoso di pace, giustizia e amore. Sì
alla pazienza e alla mitezza, sì al silenzio e all’ascolto, sì a ogni sorpresa
che chiede forza e coraggio. Maria stanotte ci porgerà un Bimbo invitandoci a
una vita nuova. Sapremo accoglierlo con un aperto e convinto sì?
AVE MARIA
Ave Maria,
Madre di ogni nostro desiderio di felicità.
Tu sei la terra che dice sì alla vita.
Tu sei l’umanità che dà il suo consenso a Dio.
Tu sei la nuova Eva e la madre dei viventi.
Tu sei la fede che accoglie l’imprevedibile,
ascolta lo Spirito creatore e si meraviglia.
Tu sei la Madre delle oscurità della fede,
che custodisce tutti gli avvenimenti nel suo cuore,
indaga e medita tutti i nostri “perché?”
e si fida dell’avvenire di Dio, suo Signore.
Ave Maria,
Madre di tutte le nostre sofferenze.
Tu sei la donna ritta ai piedi dell’uomo crocifisso,
tu sei la madre di tutti quelli che piangono
l’innocente massacrato e il prigioniero torturato.
Ave Maria,
Madre di tutte le nostre speranze.
Tu sei la stella radiosa di un popolo
in cammino verso Dio.
Tu sei l’annuncio dell’umanità trasfigurata
tu sei la riuscita della creazione
Tu sei la nuova Eva e la madre dei viventi.
Tu sei la fede che accoglie l’imprevedibile,
ascolta lo Spirito creatore e si meraviglia.
Tu sei la Madre delle oscurità della fede,
che custodisce tutti gli avvenimenti nel suo cuore,
indaga e medita tutti i nostri “perché?”
e si fida dell’avvenire di Dio, suo Signore.
Ave Maria,
Madre di tutte le nostre sofferenze.
Tu sei la donna ritta ai piedi dell’uomo crocifisso,
tu sei la madre di tutti quelli che piangono
l’innocente massacrato e il prigioniero torturato.
Ave Maria,
Madre di tutte le nostre speranze.
Tu sei la stella radiosa di un popolo
in cammino verso Dio.
Tu sei l’annuncio dell’umanità trasfigurata
tu sei la riuscita della creazione
che Dio ha fatto per la sua eternità.
(fr. Michel Hubaut)
Sabato 30/12/17 ore 13.30 e ore 20.35
Domenica 31/12/17 ore 13.30 e ore 20.35
Lunedì 01/01/2018 ore 20,10
La natività nell'arte
I lavori di restauro della sacrestia della Cattedrale
NATALE – UNA STORIA VERA?
“Avvenne, al tempo di Cesare Augusto…”
A tutti i migliori auguri, affinché il Natale possa essere –
o diventare – una storia vera.
“Avvenne, al tempo di Cesare Augusto…”
E’ una storia vera il Natale? Ancora non c’è pace. Al posto del dialogo e della diplomazia sembra ancora elevarsi il pugno dell’armamento; come una carta meteorologica, i corsi della Borsa accompagnano i notiziari. Gli spostamenti dell’economia dalla parte del capitalista portano sempre più a nuovi perdenti. Nessuno sa come questo capitalismo selvaggio può essere fermato. E nessuno sa se i vecchi sistemi di solidarietà possono sopravvivere.
Avvenne al tempo di Cesare Augusto…
Una stella esce dalla sua orbita, una giovane donna dice con consapevolezza il suo “sì”; un uomo crede ai sogni – un Dio agisce se gli uomini vogliono. Senza due persone, ai tempi di Cesare Augusto, Natale non sarebbe potuto succedere.
E senza di noi, Natale non potrà mai avverarsi.
Ma Natale, è una storia vera?
Il Natale racconta: in mezzo al mondo reale, in mezzo agli spostamenti militari e agli speculatori finanziari, sorge un altro movimento: angeli lasciano il cielo, pastori lasciano i loro greggi, Re lasciano i loro Paesi.
Tutti si mettono in movimento, non perché furono costretti da soldati, ma perché erano alla ricerca di un bambino. Tutti questi si lasciano condurre: non verso mangiatoie di entrate strepitose, ma a una mangiatoia dove giace il Neonato perché non ha altro.
Natale non è il titolo di prima pagina, e nessuno di chi prende coscienza del Natale diventa una superstar. Anche la ricerca finisce presto se si pensa di aver trovato.
Gli angeli, i pastori, i Re sono tornati a casa da tempo. Rimane una povertà che finisce sulla croce.
E’ una storia vera?... Il Natale, è una storia vera?
Dove il denaro e il potere sono un limite alle nostre nostalgie e alle nostre esigenze, non rimane niente da dire su questo Neonato.
La storia del Natale racconta di questo Bambino perché la fede ha una nostalgia più grande e un più grande senso della realtà. Dio stesso si è messo in movimento ed è venuto da noi. Di questo movimento, il Vangelo si aspetta tutto.
Non movimenti di conti in banca o di truppe, ma del movimento di Dio verso di noi: non dall’esterno, non dall’alto, non con pressione e non con violenza.
Se noi crediamo alla storia del Natale, abbiamo trovato ciò che è più grande dei nostri desideri e della nostra immaginazione: il potere di diventare figli di Dio.
Che il Natale, dopo 2000 anni, ci sia ancora e succeda ancora è possibile perché uomini continuano a dire il loro “sì” e credono ai sogni, nonostante ogni strage di innocenti e ogni Erode.
Dipende da noi se ci lasciamo scoraggiare abbandonando il mondo in mano agli altri.
Oppure, se nella nostra povertà e nonostante la nostra povertà non ci stanchiamo mai di ricominciare per far diventare vera, una storia che è veramente avvenuta.
KALENDA
DEL NATALE 2017
La
Kalenda
è un testo “poetico” preso alla data del
25 dicembre del Martirologio Romano.
Il testo per il giorno di Natale è più sviluppato degli altri e fa alcuni
riferimenti storici e geografici per indicare la centralità della Natività del
Signore nella vita dell’umanità e nella storia del mondo.
25
dicembre.
Luna
settima. *
Trascorsi
molti secoli dalla creazione del mondo,
quando
in principio Dio aveva creato il cielo e la terra
e
aveva fatto l’uomo a sua immagine;
e
molti secoli da quando, dopo il diluvio,
l’Altissimo
aveva fatto risplendere l’arcobaleno,
segno
di alleanza e di pace;
ventuno
secoli dopo la partenza
da
Ur dei Caldei di Abramo, nostro padre nella fede;
tredici
secoli dopo l’uscita di Israele dall’Egitto
sotto
la guida di Mosè;
circa
mille anni dopo l’unzione di Davide
quale
re di Israele;
nella
sessantacinquesima settimana,
secondo
la profezia di Daniele;
all’epoca
della 194 Olimpiade;
nell’anno
752 dalla fondazione di Roma;
nel
quarantaduesimo anno dell’impero
di
Cesare Ottaviano Augusto;
quando
in tutto il mondo regnava la pace,
Gesù
Cristo, Dio eterno e Figlio dell’eterno Padre,
volendo
santificare il mondo con la sua venuta,
essendo
stato concepito per opera dello Spirito Santo,
trascorsi
nove mesi,
nasce
in Betlemme di Giuda
dalla
Vergine Maria, fatto uomo:
Natale
di nostro Signore Gesù
Cristo secondo la natura umana.