venerdì 27 gennaio 2017

IV DOMENICA C TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

 
Beati i poveri davanti a Dio... Che messaggio! Lascia che Dio ti colmi! Egli ti ama malgrado la tua povertà, malgrado i tuoi limiti. Quando sei addolorato dall’effimero della felicità umana sempre minacciata, quando ti senti povero, quando l’afflizione ti paralizza, ascolta la grande promessa di Dio: sarete consolati, sarete sfamati, vedrete Dio... Questa promessa è nel cuore della nostra fede. Tutto il lieto messaggio di Gesù si riflette nelle beatitudini come uno specchio ardente. Colui che ha accolto la buona novella nel più profondo di sé stesso e nel quale questa verità raggiunge le radici dell’esistenza, diventerà naturalmente misericordioso e indulgente nel giudizio che ha sugli altri. Sarà capace di diffondere la pace, perché egli stesso la possiederà.
Se solamente fossimo in grado di vivere seguendo l’atteggiamento fondamentale delle beatitudini! Se solamente potessimo amare e avere fiducia come Gesù! Forse allora molti uomini che la vita ha reso amari e chiusi, ai quali le numerose delusioni hanno fatto perdere la fede in Dio e negli uomini, forse potrebbero ugualmente ricominciare a credere nella bontà di Dio e nella sua sollecitudine, attraverso la bontà e la sollecitudine umane. Forse allora molti uomini potrebbero ugualmente contare su Dio per instaurare su questa terra il bene, e offrirci quello che abbiamo sperato e atteso durante tutta la nostra vita: la sicurezza e la gioia. Una gioia che regna.


Beati noi
Il manifesto delle beatitudini secondo Gesù nel mondo d'oggi rischia di essere paradossale: non augureremmo a nessuno la povertà, il pianto, l'ingiustizia, la persecuzione; e forse neppure la mitezza e la misericordia, giacché sarebbe facile trovare chi si approfitta di lui. 
Viceversa, in un momento di sincerità, a tutti capita di sentirsi piccoli e inadeguati, sviliti o emarginati. Ancor di più quando si è pieni di buone intenzioni, ma incompresi o osteggiati.
Proprio lì avremmo bisogno dello sguardo di Gesù davanti alle folle della Galilea. «Uno sguardo capace di infondere una gioia profonda che nessuno potrà mai togliere, di rendere beato chi se ne sente abbracciato» (Ravasi). La conferma accorata e appassionata che nelle difficoltà Dio ci è accanto in modo speciale e intenso:
- sa quanto pesa la sofferenza, conosce la croce, ma ci incoraggia ricordandoci che è temporanea, passeggera;
- ci dona la certezza che non ci sfuggirà la gioia eterna (saremo consolati e saziati, troveremo misericordia, avremo in eredità la terra e vedremo Dio!);
- ci assicura che stiamo costruendo su questa terra il mondo che Lui ha in mente. La giustizia, la purezza, la compassione, la misericordia e il perdono salvano il mondo. Anche quando esso non lo riconosce.    
Le beatitudini in fondo anticipano la storia di Gesù. Lui fu semplice e mite, puro e sincero, operatore di pace e di misericordia. Si lasciò toccare dalla sofferenza, e per questo può capirci davvero



LA STRADA DELLE BEATITUDINI

Fammi beato, o Dio.
Insegnami ad essere povero in spirito:
nella vita sobria ed essenziale sia evidente la mia fiducia in te.
Mostrami il valore del pianto:
toccato dalla sofferenza,
abbia comprensione per il disagio altrui.
Educami alla mitezza:
la mansuetudine e l'umiltà che sviliscono superbia e violenza.
Concedimi la fame e la sete della giustizia:
possa comprendere quando serve l'equità e l'onestà.
Riempimi di misericordia,
attento ai deboli, agli ultimi,
a chi ha sbagliato e vuole ricominciare.
Rendimi puro di cuore,
limpido e trasparente, vero e sincero,
perché chiunque si possa fidare di me.
Spingimi a costruire la pace,
ad accogliere e non respingere stranieri e diversi,
a edificare ponti e non muri.
Aiutami a reagire alla persecuzione per motivi di fede
con la fiducia di chi segue i tuoi passi,
con l'amore di chi porge una verità senza volerla imporre,
con il perdono di chi crede fino in fondo al suo valore.

 
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 28/01/17 ore 13.30 e ore 20.05
Domenica 29/01/17 ore 13.30 e ore 20.35
Martedì 31/01/17 ore 17. 10

Fra Francesco Patton, il Custode di Terrasanta in Trentino
Il cammino del nuovo diacono a Isera
In preghiera con i fratelli cristiani
Un incontro per e con i catechisti



DOPO UN PO'
Dopo un po' impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un'anima.
E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto
non con il dolore di un bimbo.
Ed impari a costruire tutte le strade oggi
perché il terreno di domani è troppo incerto
per fare piani. Dopo un po' impari che il sole scotta,
se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte, e che vali davvero.
(Veronica A. Shoffstall )