Dal Vangelo secondo Marco
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaia:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
``In confronto all’introduzione discreta nel tempo dell’Avvento avvenuta domenica scorsa, l’annuncio di oggi è spettacolare: “Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te... Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”.
Giovanni Battista fa il suo ingresso spettacolare nel mondo, vestito di peli di cammello. Le sue parole bruciano l’aria, le sue azioni frustano il vento. Predica “un battesimo di conversione per il perdono dei peccati” ed immerge i suoi discepoli nelle acque del Giordano. Il suo messaggio, pur legato a un momento della storia, è eterno. Si rivolge anche a noi. Anche noi dobbiamo preparare la strada del Signore, poiché un sentiero si spinge fino ai nostri cuori. Sfortunatamente, troppo spesso, durante l’Avvento, molte distrazioni ci ostacolano nell’accogliere, spiritualmente, il messaggio del Vangelo. Non dovremmo, invece, cercare di dedicare un po’ di tempo alla meditazione di quanto dice san Pietro: “Noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia” (2Pt 3,13)?
A guardarci intorno, dai governanti in giù, sembra piuttosto normale trovare mille sbagli e difetti negli altri e assolvere noi stessi, che qualsiasi cosa la facciamo "a fin di bene".
È proprio questo il cambio di mentalità di cui abbiamo bisogno: levare prima le travi nei nostri occhi, e poi vedremo bene per togliere le pagliuzze da quelli dei fratelli, direbbe Gesù.
Oggi come allora, guardare agli uomini di Dio può farci bene: come Giovanni, sono sobri, umili ma determinati. Sanno inchinarsi davanti a Dio e davanti agli uomini; sanno fare posto agli altri; sanno chiedere perdono.
Ogni persona è fallace e imperfetta; ma è chiamata a lavorare sui propri limiti, per scoprirli, sfrondarli, ridurli; e liberare la vita propria e altrui, affinché possa decollare verso la pienezza, il cielo, Dio.
Convertimi, Signore.
Converti la mia danza frenetica tra mille cose da fare,
facendomi capire cosa è davvero utile, bello, importante,
ciò di cui hanno bisogno quelli che mi vivono accanto,
ciò che mi serve davvero per raggiungere te.
Converti la mia disattenzione a ciò che non sono io,
al bene di chi mi avvicina e a quello che non incontrerò mai,
ma subirà gli effetti delle mie scelte, del mio lavoro, dei miei valori.
Converti la mia lingua troppo veloce,
la sua capacità di offendere o di affossare,
di muoversi senza saggezza e comprensione,
di moltiplicare parole inutili, vuote o insensate.
Converti le mille scuse che trovo per boicottare la giustizia,
per assolvere i miei vizi, per godermi il tepore delle mie conquiste,
senza mettermi alla ricerca di nuove sfide, di nuovi obiettivi,
senza ascoltare il grido che proviene da chi ha ancora bisogno di me.
Converti i miei sogni impossibili o fuori bersaglio,
la mia pigrizia nel barattarli con la realtà.
Converti i miei desideri ancora troppo disallineati dai tuoi,
le mie ansie e paure, specchio di una fede
che ha ancora tanto da crescere prima di incontrare te.
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaia:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
``In confronto all’introduzione discreta nel tempo dell’Avvento avvenuta domenica scorsa, l’annuncio di oggi è spettacolare: “Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te... Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”.
Giovanni Battista fa il suo ingresso spettacolare nel mondo, vestito di peli di cammello. Le sue parole bruciano l’aria, le sue azioni frustano il vento. Predica “un battesimo di conversione per il perdono dei peccati” ed immerge i suoi discepoli nelle acque del Giordano. Il suo messaggio, pur legato a un momento della storia, è eterno. Si rivolge anche a noi. Anche noi dobbiamo preparare la strada del Signore, poiché un sentiero si spinge fino ai nostri cuori. Sfortunatamente, troppo spesso, durante l’Avvento, molte distrazioni ci ostacolano nell’accogliere, spiritualmente, il messaggio del Vangelo. Non dovremmo, invece, cercare di dedicare un po’ di tempo alla meditazione di quanto dice san Pietro: “Noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia” (2Pt 3,13)?
Fare strada al Signore Dio
In questa seconda domenica d’Avvento risuona forte l’invito della
Chiesa alla conversione. Per «preparare la strada» alla venuta del Cristo
Signore, dice il profeta Isaia, è necessario «spianare monti e colline» e «innalzare
valli». È necessario riconoscere i propri peccati e prendere pubblicamente
l’impegno di una svolta, come facevano i battezzati da Giovanni. È necessario
far incontrare «amore e verità, giustizia e pace», come recita il salmo. A guardarci intorno, dai governanti in giù, sembra piuttosto normale trovare mille sbagli e difetti negli altri e assolvere noi stessi, che qualsiasi cosa la facciamo "a fin di bene".
È proprio questo il cambio di mentalità di cui abbiamo bisogno: levare prima le travi nei nostri occhi, e poi vedremo bene per togliere le pagliuzze da quelli dei fratelli, direbbe Gesù.
Oggi come allora, guardare agli uomini di Dio può farci bene: come Giovanni, sono sobri, umili ma determinati. Sanno inchinarsi davanti a Dio e davanti agli uomini; sanno fare posto agli altri; sanno chiedere perdono.
Ogni persona è fallace e imperfetta; ma è chiamata a lavorare sui propri limiti, per scoprirli, sfrondarli, ridurli; e liberare la vita propria e altrui, affinché possa decollare verso la pienezza, il cielo, Dio.
CONVERTIMI, SIGNORE
Converti la mia danza frenetica tra mille cose da fare,
facendomi capire cosa è davvero utile, bello, importante,
ciò di cui hanno bisogno quelli che mi vivono accanto,
ciò che mi serve davvero per raggiungere te.
Converti la mia disattenzione a ciò che non sono io,
al bene di chi mi avvicina e a quello che non incontrerò mai,
ma subirà gli effetti delle mie scelte, del mio lavoro, dei miei valori.
Converti la mia lingua troppo veloce,
la sua capacità di offendere o di affossare,
di muoversi senza saggezza e comprensione,
di moltiplicare parole inutili, vuote o insensate.
Converti le mille scuse che trovo per boicottare la giustizia,
per assolvere i miei vizi, per godermi il tepore delle mie conquiste,
senza mettermi alla ricerca di nuove sfide, di nuovi obiettivi,
senza ascoltare il grido che proviene da chi ha ancora bisogno di me.
Converti i miei sogni impossibili o fuori bersaglio,
la mia pigrizia nel barattarli con la realtà.
Converti i miei desideri ancora troppo disallineati dai tuoi,
le mie ansie e paure, specchio di una fede
che ha ancora tanto da crescere prima di incontrare te.
Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato 9/12/17 ore 13.30 e ore 20.30
Domenica 10/12/17 ore 13.30 e ore 20.35
Domenica 10/12/17 ore 13.30 e ore 20.35
Ossana, il borgo dei presepi
Alla scoperta della Tridentum antica
Se Maria fu concepita senza macchia originale fin dalla nascita, poteva allora peccare? Poteva mettersi contro Dio? E se no, può allora essere nostro modello? I cattolici chiamano Maria una donna di virtù e la definiscono come modello dei credenti. E questo è certamente vero.
Ma cosa vuol dire questo?
Il dogma della Chiesa ci insegna, parola per parola, che “Maria fu concepita senza macchia di peccato originale”. Questa è la frase del dogma: non meno, ma anche non di più! Il termine discusso “peccato originale” intende la corruzione generale incline al peccato della vita umana, che precede ogni peccato (noi pecchiamo perché c’è questa inclinazione).
La Chiesa ci insegna ancora: con il battesimo, tutti i credenti vengono liberati dal peccato originale (c’è anche una formula di esorcismo!). Ciò significa: quello che per Maria accadde fin dal momento del concepimento, x tutti noi accade al momento del battesimo. Allora, come Maria, anche noi siamo in grado, nella tentazione, di liberarci dal peccato.
Ora, ci sono molti cattolici i quali affermano, che Maria sia stata risparmiata durante tutta la vita dai desideri della carne e da altre forme di peccato, e che quindi non abbia mai peccato.
Questo però non è detto nel dogma. Persone che fanno simili affermazioni su Maria, vogliono presentarsi come particolarmente pie e devote, (e che quindi vogliono passare anche loro come tali.)
Ma se pensiamo più precisamente alle conseguenze di questo tipo di fede, allora ne deriva la conclusione: se Maria fosse stata libera da ogni concupiscenza di peccato, non avrebbe potuto nemmeno peccare. Ma allora Maria non sarebbe stata “virtuosa”, perché la virtù prevede che qualcuno faccia il bene, anche se potrebbe fare a meno di farlo (la virtù ti aiuta a fare il bene, ma potresti anche non farlo). Allora Maria non potrebbe essere un modello per noi.
L’essere virtuoso presuppone la possibilità di fare il male. La virtù della verità la possiede chi può anche non essere veritiero, anche chi può dire bugie, imbrogliare, calunniare, diffamare. Ma se non fa il male, non lo fa perché ha la virtù di essere veritiero. La virtù dell’amore presuppone che uno possa anche non amare ed essere egoista.
Ma se evita questo male, possiede la virtù dell’amore. La virtù della fede presuppone che qualcuno anche non creda, che offenda e bestemmi Dio. Ma se non lo fa, allora ha la virtù della fede.
Ora, se Maria fosse stata preservata anche da ogni desiderio di peccato, allora non avrebbe potuto fare altro che credere, amare ed essere veritiera. Sarebbe stata sempre “costretta” a credere, ad amare e a dire la verità. Non sarebbe stata libera di scegliere di fare il bene o il male; non avrebbe avuto la libertà di cui Dio ha reso partecipe ogni uomo. Avrebbe compiuto ogni azione come un robot che esegue un programma prestabilito. E di conseguenza, Maria non sarebbe potuta essere virtuosa perché sarebbe stata sotto la pressione / l’obbligo di fare il bene; per cui non potrebbe essere modello per noi.
Alla scoperta della Tridentum antica
Maria, Vergine e Madre di Dio, concepita senza peccato originale
Questa settimana, l' 8 dicembre, la Chiesa festeggia la solennità di Maria Vergine e Madre di Dio, concepita senza peccato originale. Cosa vuol dire questo? Cerchiamo si spiegare per poter capire più a fondo questa realtà che la Chiesa ci "chiede" di credere. I dogmi, si dice, si dovrebbero accettare e credere ..."a occhi chiusi"... Ma se si cerca di penetrarli e darne una qualche spiegazione, potrebbero diventare un completamento della nostra fede.Se Maria fu concepita senza macchia originale fin dalla nascita, poteva allora peccare? Poteva mettersi contro Dio? E se no, può allora essere nostro modello? I cattolici chiamano Maria una donna di virtù e la definiscono come modello dei credenti. E questo è certamente vero.
Ma cosa vuol dire questo?
Il dogma della Chiesa ci insegna, parola per parola, che “Maria fu concepita senza macchia di peccato originale”. Questa è la frase del dogma: non meno, ma anche non di più! Il termine discusso “peccato originale” intende la corruzione generale incline al peccato della vita umana, che precede ogni peccato (noi pecchiamo perché c’è questa inclinazione).
La Chiesa ci insegna ancora: con il battesimo, tutti i credenti vengono liberati dal peccato originale (c’è anche una formula di esorcismo!). Ciò significa: quello che per Maria accadde fin dal momento del concepimento, x tutti noi accade al momento del battesimo. Allora, come Maria, anche noi siamo in grado, nella tentazione, di liberarci dal peccato.
Ora, ci sono molti cattolici i quali affermano, che Maria sia stata risparmiata durante tutta la vita dai desideri della carne e da altre forme di peccato, e che quindi non abbia mai peccato.
Questo però non è detto nel dogma. Persone che fanno simili affermazioni su Maria, vogliono presentarsi come particolarmente pie e devote, (e che quindi vogliono passare anche loro come tali.)
Ma se pensiamo più precisamente alle conseguenze di questo tipo di fede, allora ne deriva la conclusione: se Maria fosse stata libera da ogni concupiscenza di peccato, non avrebbe potuto nemmeno peccare. Ma allora Maria non sarebbe stata “virtuosa”, perché la virtù prevede che qualcuno faccia il bene, anche se potrebbe fare a meno di farlo (la virtù ti aiuta a fare il bene, ma potresti anche non farlo). Allora Maria non potrebbe essere un modello per noi.
L’essere virtuoso presuppone la possibilità di fare il male. La virtù della verità la possiede chi può anche non essere veritiero, anche chi può dire bugie, imbrogliare, calunniare, diffamare. Ma se non fa il male, non lo fa perché ha la virtù di essere veritiero. La virtù dell’amore presuppone che uno possa anche non amare ed essere egoista.
Ma se evita questo male, possiede la virtù dell’amore. La virtù della fede presuppone che qualcuno anche non creda, che offenda e bestemmi Dio. Ma se non lo fa, allora ha la virtù della fede.
Ora, se Maria fosse stata preservata anche da ogni desiderio di peccato, allora non avrebbe potuto fare altro che credere, amare ed essere veritiera. Sarebbe stata sempre “costretta” a credere, ad amare e a dire la verità. Non sarebbe stata libera di scegliere di fare il bene o il male; non avrebbe avuto la libertà di cui Dio ha reso partecipe ogni uomo. Avrebbe compiuto ogni azione come un robot che esegue un programma prestabilito. E di conseguenza, Maria non sarebbe potuta essere virtuosa perché sarebbe stata sotto la pressione / l’obbligo di fare il bene; per cui non potrebbe essere modello per noi.