Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
Gesù inizia il suo ministero annunciando il vangelo del regno di Dio (Mc 1,15). Si ha un regno quando c’è un popolo governato da un’autorità sovrana che esercita il suo potere per mezzo della legge.
Dio è Santo ed esercita il suo dominio per mezzo della potenza dello Spirito Santo; la sua unica legge è l’amore. Vive nel regno di Dio chi, nella libertà dell’amore, si sottomette all’azione potente del suo Spirito che “è Signore e dà la vita”. Adamo ed Eva con il peccato si sono ribellati a Dio sottraendosi alla sua sovranità, ed a causa loro tutti gli uomini sono stati costituiti peccatori (Rm 5,12) per cui “giacciono sotto il potere del Maligno” (1Gv 5,15), il quale regna sull’uomo con la forza della menzogna e con la legge del peccato.
Gesù Cristo, nuovo Adamo, sottomesso al Padre con una obbedienza spinta fino alla morte di croce (Fil 2,8), ripieno di Spirito Santo e rivestito di potenza dall’alto al battesimo del Giordano, inizia la sua missione instaurando il regno di Dio con autorità. I demoni si sottomettono a lui, manifestando così che il loro potere sull’uomo ormai volge al termine e che il regno di Dio è entrato nel mondo. La parola di Gesù, al contrario di quella degli altri maestri del tempo, non tende a diffondere delle opinioni dottrinali, chiama invece gli uomini all’obbedienza a lui (1Pt 1,2) per mezzo della fede(cf. Rm 1,5; 6,16-17), la pratica dei suoi comandamenti(Gv 14,21) e la guida del suo Santo Spirito. Oggi è compito della Chiesa, cioè di ogni cristiano, far arrivare il regno di Dio ad ogni uomo su questa terra.
Doveva essere impressionante l’incontro con Gesù per i suoi
contemporanei. Lo anticipava la fama di guaritore, ma egli si dimostrava più
forte di ogni sorta di demoni, che fino a quel tempo avevano bloccato o
distrutto le vite di tante persone.
Quando ai fatti mescolava la parola su Dio, ci si
accorgeva che non era solo un traduttore o un ripetitore, come spesso gli
scribi e i sacerdoti. Pur non sconfessandola o aggiungendo nulla alla Bibbia,
ne dava un’interpretazione che risuonava nuova, originale, ma soprattutto
autorevole. Sembrava che l’immagine di Dio fosse finalmente chiara, plastica e
coerente con i messaggi più recenti dei profeti e con i fatti meravigliosi che
capitavano spesso attraverso di lui.
Sinceramente, se noi fossimo vissuti in quel tempo, quale sarebbe stato il nostro atteggiamento nei suoi confronti? La diffidenza o l’accoglienza? L’avremmo cercato o evitato? Saremmo stati tra i suoi oppositori o tra i suoi seguaci?
Se per molti cristiani Gesù ha ancora lati da scoprire o da riscoprire, lunga è la strada che ci dovrebbe avvicinare alla sua fede, alla sua limpidezza, alla sua forza, al suo amore.
Forse la chiave sta nel continuare a frequentarlo, avendo gli occhi aperti per vedere, ammirare e imitare qualcosa di lui, quotidianamente, nelle persone migliori che incontriamo. Proprio lui ci diceva che nei piccoli del mondo ci sono i grandi di Dio.
INSEGNANTI, VOLENTI O NO
Siamo tutti insegnanti, Signore.
Sì, genitori e maestri, operai e casalinghe,
sportellisti e venditori, spazzini e ricercatori.
La nostra vita è un libro aperto,
Telepace - Pietre Vive
Sabato 27.01.2018 ore 13.30 e ore 20.35
Domenica 28.01.2018 ore 13.30 e ore 20.35
Per non dimenticare
In nome dell'unità dei cristiani
La Commissione ecumenica diocesana
"Marco. Un miracolo di Vangelo"
Il tronco caduto
C'è una bellissima leggenda della tribù degli Indiani Cherokee a riguardo del "rito di passaggio" che dice questo:
Il padre porta il figlio nella foresta, gli mette una benda sugli occhi e lo lascia lì da solo.
Il giovane deve rimanere seduto su un tronco tutta la notte senza togliere la benda finché i raggi del sole non lo avvertono che è mattino.
Non può e non deve chiedere aiuto a nessuno. Se sopravvive alla notte, senza andare a pezzi, sarà un UOMO.
Non può raccontare della sua esperienza ai suoi amici o a nessun'altro, perché ogni giovane deve diventare uomo da solo...Il ragazzo è chiaramente terrorizzato... sente tanti rumori strani attorno a lui. Ci sono senz'altro bestie feroci che lo circondano. Forse anche degli uomini che gli faranno del male.
Il vento soffia forte tutta la notte e scuote il tronco su cui si è seduto ma lui va avanti coraggiosamente, senza togliere la benda dagli occhi. In fondo in fondo è l'unico modo per diventare uomo. Finalmente, dopo una notte terrificante, esce il sole e si toglie la benda dagli occhi.
Ed è così che si accorge che suo padre è seduto a fianco a lui. E' stato di guardia tutta la notte proteggendo suo figlio da qualsiasi pericolo. Il padre era lì, anche se il figlio non lo sapeva.
Anche noi non siamo mai soli. Nella notte più terrificante, nel buio più profondo, nella solitudine più completa, anche quando non ce ne rendiamo conto, Dio non ci abbandona mai, e fa la guardia...seduto sul trono a fianco a noi.
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
Gesù inizia il suo ministero annunciando il vangelo del regno di Dio (Mc 1,15). Si ha un regno quando c’è un popolo governato da un’autorità sovrana che esercita il suo potere per mezzo della legge.
Dio è Santo ed esercita il suo dominio per mezzo della potenza dello Spirito Santo; la sua unica legge è l’amore. Vive nel regno di Dio chi, nella libertà dell’amore, si sottomette all’azione potente del suo Spirito che “è Signore e dà la vita”. Adamo ed Eva con il peccato si sono ribellati a Dio sottraendosi alla sua sovranità, ed a causa loro tutti gli uomini sono stati costituiti peccatori (Rm 5,12) per cui “giacciono sotto il potere del Maligno” (1Gv 5,15), il quale regna sull’uomo con la forza della menzogna e con la legge del peccato.
Gesù Cristo, nuovo Adamo, sottomesso al Padre con una obbedienza spinta fino alla morte di croce (Fil 2,8), ripieno di Spirito Santo e rivestito di potenza dall’alto al battesimo del Giordano, inizia la sua missione instaurando il regno di Dio con autorità. I demoni si sottomettono a lui, manifestando così che il loro potere sull’uomo ormai volge al termine e che il regno di Dio è entrato nel mondo. La parola di Gesù, al contrario di quella degli altri maestri del tempo, non tende a diffondere delle opinioni dottrinali, chiama invece gli uomini all’obbedienza a lui (1Pt 1,2) per mezzo della fede(cf. Rm 1,5; 6,16-17), la pratica dei suoi comandamenti(Gv 14,21) e la guida del suo Santo Spirito. Oggi è compito della Chiesa, cioè di ogni cristiano, far arrivare il regno di Dio ad ogni uomo su questa terra.
L’autorevolezza di Gesù
Sinceramente, se noi fossimo vissuti in quel tempo, quale sarebbe stato il nostro atteggiamento nei suoi confronti? La diffidenza o l’accoglienza? L’avremmo cercato o evitato? Saremmo stati tra i suoi oppositori o tra i suoi seguaci?
Se per molti cristiani Gesù ha ancora lati da scoprire o da riscoprire, lunga è la strada che ci dovrebbe avvicinare alla sua fede, alla sua limpidezza, alla sua forza, al suo amore.
Forse la chiave sta nel continuare a frequentarlo, avendo gli occhi aperti per vedere, ammirare e imitare qualcosa di lui, quotidianamente, nelle persone migliori che incontriamo. Proprio lui ci diceva che nei piccoli del mondo ci sono i grandi di Dio.
INSEGNANTI, VOLENTI O NO
Siamo tutti insegnanti, Signore.
Sì, genitori e maestri, operai e casalinghe,
sportellisti e venditori, spazzini e ricercatori.
La nostra vita è un libro aperto,
tutti possono apprendere
o disimparare da noi.
Sta a noi dare fiducia o toglierla,
offrire un sorriso o un viso cupo,
portare calma o nervosismo,
vedere i pregi o soltanto i difetti,
fare complimenti o ferire nel profondo,
farsi i fatti propri o ascoltare gli appelli degli altri,
fregarsene di sé o cavillare sui propri limiti,
sopravvivere o vivere.
Aiutaci a essere fedeli e coerenti,
perché non c’è nulla di più disorientante
che dare messaggi opposti con la nostra vita.
Aiutaci a essere portatori di bene,
messaggeri di giustizia e speranza,
casse di risonanza di buone notizie.
In fondo in fondo,
aiutaci, Signore, a essere tuoi.
o disimparare da noi.
Sta a noi dare fiducia o toglierla,
offrire un sorriso o un viso cupo,
portare calma o nervosismo,
vedere i pregi o soltanto i difetti,
fare complimenti o ferire nel profondo,
farsi i fatti propri o ascoltare gli appelli degli altri,
fregarsene di sé o cavillare sui propri limiti,
sopravvivere o vivere.
Aiutaci a essere fedeli e coerenti,
perché non c’è nulla di più disorientante
che dare messaggi opposti con la nostra vita.
Aiutaci a essere portatori di bene,
messaggeri di giustizia e speranza,
casse di risonanza di buone notizie.
In fondo in fondo,
aiutaci, Signore, a essere tuoi.
VANGELO VIVO
«Sono un dottore, ho dei doveri». Così
diceva spesso Eleonora Cantamessa,
medico bergamasco morta investita da un'auto l'8 dicembre 2013 mentre
soccorreva sul ciglio della strada un indiano ferito in una rissa. «Eleonora
non poteva non fermarsi: ha sempre fatto tutto per gli altri» racconta sua
madre. Era ginecologa, «sapeva dare il giusto valore alla vita. Per non
umiliare le più povere, fingeva che fosse tutto già pagato». «Non ho rabbia né
odio», confida il padre. «Non è soltanto la fede che mi muove. È proprio la
lezione che ci ha lasciato Eleonora: non girarsi mai dall'altra parte,
allungare la mano, avere pietà e soccorrere chi ha bisogno. E perdonare. Voglio
pensare che chi era sull'auto fosse sì accecato dalla rabbia, ma che in realtà
non avesse visto che c'erano due persone lì a terra. Chissà, magari era
ubriaco, magari l'auto è andata fuori controllo».
Il tronco caduto
C'è una bellissima leggenda della tribù degli Indiani Cherokee a riguardo del "rito di passaggio" che dice questo:
Il padre porta il figlio nella foresta, gli mette una benda sugli occhi e lo lascia lì da solo.
Il giovane deve rimanere seduto su un tronco tutta la notte senza togliere la benda finché i raggi del sole non lo avvertono che è mattino.
Non può e non deve chiedere aiuto a nessuno. Se sopravvive alla notte, senza andare a pezzi, sarà un UOMO.
Non può raccontare della sua esperienza ai suoi amici o a nessun'altro, perché ogni giovane deve diventare uomo da solo...Il ragazzo è chiaramente terrorizzato... sente tanti rumori strani attorno a lui. Ci sono senz'altro bestie feroci che lo circondano. Forse anche degli uomini che gli faranno del male.
Il vento soffia forte tutta la notte e scuote il tronco su cui si è seduto ma lui va avanti coraggiosamente, senza togliere la benda dagli occhi. In fondo in fondo è l'unico modo per diventare uomo. Finalmente, dopo una notte terrificante, esce il sole e si toglie la benda dagli occhi.
Ed è così che si accorge che suo padre è seduto a fianco a lui. E' stato di guardia tutta la notte proteggendo suo figlio da qualsiasi pericolo. Il padre era lì, anche se il figlio non lo sapeva.
Anche noi non siamo mai soli. Nella notte più terrificante, nel buio più profondo, nella solitudine più completa, anche quando non ce ne rendiamo conto, Dio non ci abbandona mai, e fa la guardia...seduto sul trono a fianco a noi.