martedì 16 gennaio 2018

TERZA DOMENICA TEMPO ORDINARIO B

Dal Vangelo secondo Marco

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.


Nel Vangelo di Marco è la prima predica di Gesù.
È brevissima, ma offre una sintesi felicissima dei temi fondamentali di tutta la sua predicazione: il compimento del tempo, il regno di Dio, la conversione, la fede al vangelo. Poi vi è la chiamata dei primi discepoli: è il paradigma concreto di ogni sequela.
Ci sono due indicativi teologici che sono la ragione dei due successivi imperativi antropologici: è suonata l’ora messianica, l’attesa è finita poiché il regno di Dio si è fatto vicino, è ormai presente nella storia, perciò non è più possibile rimandare la decisione, occorre convertirsi, cambiare cioè la testa e la direzione del cammino passando a credere al vangelo.
Conversione e fede non sono due azioni che si succedono, ma due momenti del medesimo movimento: quello negativo del distacco, quello positivo di fondare la vita sul vangelo, cioè credere, mettendosi a seguire Gesù, appunto come Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni.
Vangelo è il termine greco che significa lieta notizia nuova, e una bella notizia evidentemente porta gioia. Il regno di Dio è l’espressione riassuntiva di tutta la gioia. Gesù è questo regno arrivato: la gioia è qui a portata di mano. Chi decide di seguire Gesù è sicuro di arrivarci anche lui.


Il “Vangelo”, la buona notizia!

A cosa penseremmo, se ci chiedessero qual è la più bella notizia che vorremmo ricevere? La vincita a una lotteria? Un posto di lavoro per un figlio? La fine delle ostilità e delle ingiustizie?
L’inizio del Vangelo di Marco, letto in quest’anno liturgico, lo mette subito in chiaro: la più buona notizia (=Vangelo, in greco) è Dio che riporta pace, bellezza e vita all’umanità. Lo fa attraverso un uomo che è pieno di Lui, Gesù di Nazaret. Lo fa attraverso le persone che lo seguiranno, e diventeranno a loro volta pescatori di uomini. Lo fa democraticamente - diremmo oggi - senza imposizioni né minacce, ma con un costante appello alla conversione, alla possibilità di essere più forti del male.
Non ci sembri un discorso troppo idealistico, né lontano dai nostri desideri. Ogni epoca storica ha portato le conseguenze nefaste della sete di dominio e di possesso, ottenuti calpestando la dignità altrui. Spesso sono stati i poveri e gli ultimi a pagare le conseguenze più gravi, anche se dovremmo ricordarci che prima o poi i carnefici sono stati spazzati via dalla corrente di quel fiume incontenibile che è la natura umana. A quale prezzo!
Sarebbe stato più semplice ed efficace seguire l’esempio di sobrietà, dedizione, libertà e amore di quell’uomo di Nazaret e dei suoi amici, che non si sono limitati a sognare un mondo a forma di Dio, ma l’hanno iniziato a costruire sul serio, quaggiù, nella fede di poterlo vivere tutto intero oltre la morte, in Lui.

I MIEI SOGNI

Ti porto i miei sogni, oggi, Signore.
Ti porto il mio desiderio di una buona salute,
di una compagnia affezionata e fedele,
di figli di cui possa essere orgoglioso,
di vittorie, conquiste e realizzazioni
che mi facciano sentire fiero
o almeno a posto con me stesso.
Che stupido che sono, capisco parlando con te.
Ti chiedo cose che sono nelle mie mani,
conseguenze delle mie scelte quotidiane.
Sono le imprudenze, gli eccessi, le frustrazioni,
a minare le mie condizioni fisiche e interiori.
Sono la mia autostima e le mie capacità di affetto, stima e dedizione
a permettermi di essere visto e amato.
Sono il tempo, l’amore e i valori testimoniati ai miei figli
a guidare le loro scelte e a costruire un buon rapporto con me.
Sono la determinazione, la passione e la volontà
a portarmi alle mete che mi sono prefisso,
ben sapendo che avevo doni tuoi per fare molto di più,
ma sono umano e non ci sono riuscito.
Sì, persino la pace nel mondo era in mio potere,
almeno nei confronti di tutti quelli che ho incontrato,
e invece ho spesso giudicato, disprezzato, osteggiato.
Per questo ho bisogno di te.
Aiutami a essere i tuoi desideri, e avrò tutto il necessario
per rendere il mondo intero fiero di me.


Su Telepace Trento (canale 601)
Sabato          20/01/18            ore 13.30 e ore 20.35
Domenica     21/01/18            ore 13.30 e ore 20.35

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