mercoledì 7 marzo 2018

QUARTA DOMENICA QUARESIMA B

                            Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo:
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».


Tutto il Nuovo Testamento si interessa alla dottrina centrale della redenzione. Il ritorno di ogni uomo e di ogni cosa alla santità, presso il Padre, si compie attraverso la vita, la morte e la risurrezione di Cristo.
Il Vangelo di Giovanni pone l’accento in particolare sull’incarnazione. Gesù è stato mandato dal Padre. È venuto in un mondo decaduto e ha portato luce e vita nuova. Attraverso la sua passione e la sua risurrezione, egli restituisce ogni cosa al Padre e rivela la piena realtà della sua identità di Verbo fatto carne. Per mezzo di lui tutto è riportato alla luce.
Tutta la nostra vita nella Chiesa è il compimento della nostra risposta a Cristo. L’insegnamento del Nuovo Testamento - e ne vediamo un esempio nella lettura di oggi - è assai preciso. La redenzione è stata realizzata tramite Gesù Cristo, ma per noi deve essere ancora realizzata. Noi possiamo infatti rifiutare la luce e scegliere le tenebre.
Nel battesimo Cristo ci avvolge: noi siamo, per così dire, “incorporati” in lui ed entriamo così in unione con tutti i battezzati nel Corpo di Cristo. Eppure la nostra risposta di uomini, resa possibile dalla grazia di Dio, necessita del nostro consenso personale. Quando c’è anche tale accordo, ciò che facciamo è fatto in Cristo e ne porta chiaramente il segno. Diventiamo allora suoi testimoni nel mondo.


Innalzato per Amore
Può sembrarci duro, se non assurdo, il discorso teologico presentato dalle letture odierne. “Bisognava” che Gesù fosse “innalzato”, cioè - secondo gli studiosi - “crocifisso”, per donare agli uomini la vita piena, la salvezza del mondo e dell’umanità.
È un concetto che ci può lasciare attoniti o quantomeno dubbiosi: non era pagano quel dio che si dissetava col sangue dei suoi eletti, pretendendo il loro sacrificio? Davvero un Padre amorevole poteva desiderare questo da suo Figlio? O, più banalmente, l’uomo di Nazareth, in fondo, questa fine non se l’è andata a cercare?
Sì, questa strada in salita era necessaria. Quella fine sul Golgota poteva essere evitata con la fuga, la menzogna, l’incoerenza. O persino con un miracolo del Padre. Ma Gesù scelse l’amore, per Dio e per l’uomo, in ogni istante. L’amore che è fedele e sincero. L’amore che accende la luce che consente di vedere la verità. L’amore che non è capace di odiare neppure chi ti perseguita, perché davvero non sa quello che fa, non è in grado di comprendere. L’amore che era stato il centro del suo insegnamento e di ciò che aveva appreso dal Padre.
Soltanto l’amore completo, totale, infinito, avrebbe aperto una strada nuova al mondo. Forse il Padre soffrì immensamente per il sacrificio del Figlio. Ma sapeva che era solo lo stretto passaggio per poterlo riabbracciare, vincitore, presso di Sé.    
QUANDO
Quando pensi di aver fatto abbastanza
nell'esercizio della carità
spingiti ancora più avanti:
ama di più.
Quando sei tentato di arrestarti
di fronte alle difficoltà
nell'esercizio della carità,
sforzati a superare gli ostacoli:
ama di più.
Quando il tuo egoismo
vuol farti rinchiudere in te stesso
esci dal tuo ripiegamento:
ama di più.
Quando per riconciliarti
aspetti che l'altro faccia il primo passo
prendi tu l'iniziativa:
ama di più.
Quando ti senti spinto a protestare
contro ogni ingiustizia di cui sei stato vittima
sforzati di mantenere il silenzio:
ama di più.

(Padre Pio)


VANGELO VIVO

 «La conosco bene. Continui a lavorare, so che è difficile, ma continui a lavorare». Così papa Francesco ha salutato padre Alejandro Solalinde, messicano, il «prete che i narcos vogliono morto». Il suo impegno è iniziato nel 2005, quando ha aperto gli occhi sui migranti sporchi, affamati, disperati, che arrivano al confine sul tetto dei treni merci. Molti sono sequestrati durante il viaggio dai gruppi criminali: ogni anno almeno 20 mila rapiti. Padre Alejandro ricostruisce la "macchina dei sequestri" e scopre che una parte della polizia è corrotta. Nonostante una taglia da un milione di dollari su di lui, non smette di impegnarsi. Affronta tutto «con grande pace, perché so che la mia vita non è nelle mani del crimine né dei politici corrotti, ma di Dio. Poi, ricevo molte dimostrazioni di affetto e solidarietà. E l'amore è più forte della paura».


Su Telepace Trento (canale 601)


Sabato          10/03/18             ore 13.30 e ore 20.35
Domenica      11/03/18             ore 13.30 e ore 20.35
Essere figli
Ritratti di Santi
La preghiera ecumenica delle donne
In nome delle donne
 
Ama il prossimo come te stesso.

"Devi volerti più bene". Ultimamente me lo ripeto spesso. "Amati tu e dagli altri non aspettarti nulla"
Ma questo cosa significa? Farsi un nuovo taglio di capelli, o acquistare quel vestito carino, o cambiare look e darsi finalmente alle scarpe col tacco?
Non mi ritrovo in questo volermi bene.

Io sento di amarmi quando accetto di essere fragile e mi faccio una carezza,
quando smetto di pensare che si riceve amore solo se si dice sempre sì,
quando scelgo di prendermi del tempo per stare sola,
quando non permetto che le parole e le azioni degli altri mi feriscano,
quando non ho paura di dire il mio pensiero,
quando chiedo aiuto,
quando reclamo un abbraccio,
quando svelo senza pudore i miei sentimenti.

Dimmi come ami il prossimo e ti dirò come ti ami tu! Ma come posso amare il mio prossimo se non amo prima me stessa?
A volte è davvero più facile voler bene a chi non sei tu.

Gesù, tu ami tutti. Insegnami ad amare.