martedì 17 marzo 2015

Quinta Domenica di Quaresima B

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.


 SOLO PERDENDO SI GUADAGNA

Gesù è il seme di grano che, caduto nella terra della morte, è capace di risorgere a vita nuova. Anche il cristiano, se vuole essere un vero discepolo del suo maestro, deve considerare la vita di questo mondo non come il bene supremo. Perché al di là della vita fisica che attualmente vive, c'è la vita eterna che l'attende. E per questa vita deve essere capace di fare qualunque tipo di rinuncia.
Nella figura del seme – sembra voler sottolineare Gesù, che ben conosceva i ritmi della campagna, i tempi del grano e la sua «gestazione-germinazione» nel cuore della terra – dobbiamo saper vedere il cammino «segreto e nascosto» del Vangelo. Dobbiamo cioè imparare a cogliere il senso di quei tornanti della storia segnati dall’evangelico morire a tutto ciò che non è Dio e il suo Regno. Ossia, cogliere il tempo in cui Dio prepara la stagione dei frutti. Ciò è possibile a una condizione: credere che, come il grano sepolto nel cuore della terra non andrà perduto, così i giorni in cui la Parola di Dio sembra inefficace e improduttiva non sono tempi di sterilità. Chi vive in Cristo non vive mai tempi inutili né tanto meno una morte senza senso.
Muovendoci decisamente verso la Pasqua, questa immagine del Vangelo ci invita a saper valorizzare i tempi lunghi e faticosi in cui la Parola di Dio seminata resta sepolta, «invisibile», apparentemente «improduttiva».
La Pasqua è prossima, è tempo di pensare alla preparazione ultima, di raccogliere il cammino fatto e di concentrarsi nel rinnovamento che la Quaresima avrebbe dovuto produrre. È il tempo del Sacramento della Riconciliazione, il tempo della verifica del proprio amore a Cristo.


Su Telepace Trento (canale 601)

Sabato 21/03/15 ore 13.15 e ore 20.30
Domenica   22/03/15              ore 13.15 e  ore 20.50  
Lunedì        23/03/15              ore 10. 35 e ore 16. 40
Martedì      24/03/15              ore 17.10

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